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Ruby Rubacuori ad Arcore 13 volte. Forse anche quando aveva 16 anni

La Procura di Milano ha chiuso le indagini su Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, ipotizzando che Ruby Rubacuori sarebbe stata ad Arcore ben 13 volte e che sarebbe stata "adescata" quando ancora 16 anni. Ghedini: "Ricostruzioni fattuali, illogiche, inverosimili".

La Procura di Milano ha chiuso le indagini su Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, indagati nel caso Ruby per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Nelle carte depositate dalla procura, si ipotizza che i reati che vengono contestati ai tre andrebbero dall'inizio del 2009 al gennaio 2011. Un particolare, però, viene evidenziato, in particolar modo dai media. Il presunto reato di prostituzione minorile andrebbe dal settembre 2009 al maggio 2010. Poiché Ruby Rubacuori (Karima el Mahroug), è l'unica minorenne tra le 33 ragazze coinvolte in questo scandalo di presunti festini a luci rosse, è ipotizzabile pensare che la giovane marocchina sarebbe stata "adescata" quando ancora 16enne, come d'altronde sembra confermare lei stessa stando ad una intercettazione della procura, e resa nota nelle settimane scorsa dalla stampa.
Stando a tali intercettazioni, infatti, pare che il 26 ottobre 2010, alle ore 21.48, Ruby Rubacuori avrebbe detto infatti: "Ma il mio caso invece, io frequento casa sua da quando c'avevo sedici (16) anni".
La Procura di Milano, comunque, specifica che Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti avrebbero "indotto e favorito l'attività di prostituzione svolta dalla minore Karima el Mahroug, la quale compiva atti sessuali con Silvio Berlusconi, dietro pagamento di corrispettivo in denaro ed altre utilità, presso la residenza in Arcore nelle date del 14 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 27 febbraio, 28 febbraio, 9 marzo, 4 aprile, 5 aprile, 24 aprile, 25 aprile, 26 aprile, 1 e 2 maggio 2010", come si legge sulla Reuters (http://tinyurl.com/6gv54nn). L'accusa sostiene che le ragazze "venivano informate sui corrispettivi e le altre utilità economiche che avrebbero ricevuto a fronte della loro disponibilità sessuale, nonché istruite sulle modalità comportamentali da assumere...." e nei documenti depositati vi sarebbe anche descritto il famoso rituale del "bunga bunga", che a quanto pare non sembra proprio essere una barzelletta.
Il "bunga bunga", per la Procura "si svolgeva all'interno di un locale adibito a discoteca, dove le partecipanti si esibivano in mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici, toccandosi reciprocamente ovvero toccando e facendosi toccare nelle parti intime da Silvio Berlusconi", come si legge sulla Reuters. Sempre secondo l'accusa, dopo il "bunga bunga" Silvio Berlusconi avrebbe avuto l'abitudine di scegliere "una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi, persone alle quali venivano erogate somme di denaro e altre utilità ulteriori rispetto a quelle consegnate alle altre partecipanti".
"Si tratta di ricostruzioni fattuali, illogiche, inverosimili e che non potranno che dimostrarsi inesistenti al primo vaglio processuale" afferma però il legale del premier Niccolò Ghedini. Ghedini infatti spiega che ad Arcore ci sarebbero stati solamente "incontri conviviali più che corretti e senza nessuna implicazione sessuale come è stato testimoniato da decine e decine di persone presenti", sostenendo che "mai il presidente Berlusconi si è trovato coinvolto in situazioni quali quelle prospettate".
Niccolò Ghedini afferma, inoltre, che "l'ipotesi poi che vi siano stati addirittura 13 incontri di natura sessuale fra il presidente Berlusconi e Karima el Mahroug è totalmente fuori da ogni realtà", ricordando che Ruby Rubacuori, inoltre, si sarebbe presentata non certo come minorenne ma "come egiziana, parente del Presidente Mubarak e ventiquattrenne".

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