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Ruby Rubacuori a Kalispera: santa subito. Grazie al tittytainment

Ruby Rubacuori e l'affaire Berlusconi sono stati conosciuti dalla "maggioranza silenziosa" degli italiani. Quelli che non vedono niente se non la televisione, vittime del "tittytainment" catodico, la parola coniata da Zbigniew Brzezinski per descrivere il cittadino del "presente futuro".

La società italiana vive di televisione e questo non si comprende mai abbastanza.
Solamente dopo la trasmissione di Alfonso Signorini Kalispera (con tutto ed il battage pubblicitario che l'ha preceduta), il "grande pubblico" ha conosciuto l'affaire "Ruby Berlusconi".
Difatti la maggioranza degli italiani non legge nessun giornale, nessun libro, non vede i telegiornali ma si nutre, come vuole la politica del "20:80" di "tittytainment", ovvero il godimento dell'entertainment mentre si nutre "al seno (tits) dei pochi che producono" (come scrivevano profeticamente Hans Peter Martin e Harald Shumann nel 1996 ne "la trappola della globalizzazione").
Quindi la stragrande maggioranza dei telespettatori (che coincidono con i "cittadini" votanti) hanno avuto la conferma del "ronzio" che avvertivano intorno: c'è una povera ragazza che si chiama Ruby Rubacuori (ma questa "gente" la chiamerà "Ruba Rubacuora", "Rudi Rubacuoro", o "Runi Rumacone"), accusata di essere andata a letto con Silvio Berlusconi; Berlusconi è una bravissima persona colpevole solamente di averla aiutata; Silvio Berlusconi aiuta tanta gente sfortunata e dà lavoro, per questo viene odiato e perseguitato. Punto.
Delle intercettazioni, delle prove, del bunga bunga, della vergogna internazionale, dei magistrati, delle accuse, dello squallore, delle proteste, della decadenza politica e morale, questa "gente" non saprà (e non vorrà sapere) più niente. Perché non gliene frega (e proprio il "me ne frego" è sempre stato per loro una filosofia di vita) un bel niente.
Basta che la televisione continui ad essere accesa.

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