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Ruby Berlusconi: in questura non solita prassi. E Maroni?

Ruby Rubacuori rivela che quando fu rilasciata dalla questura per essere consegnata a Nicole Minetti, le sembrò che non venisse utilizzata "la solita prassi". A suo tempo, però, Roberto Maroni spiegò in Parlamento che invece erano state rispettate "tutte le procedure".

La scorta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, 75 anni, nella notte tra il 27 e 28 maggio 2010 chiamò la questura di Milano affermando che la ragazza, senza documenti, che i poliziotti avevano fermato per un'accusa di furto era in realtà la nipote del presidente egiziano Mubarak. Di lì a poco la minorenne, che in realtà si chiama Karima el Maroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori, viene rilasciata e consegnata alla consigliera regionale del Pdl lombardo Nicole Minetti, ex soubrette e igenista dentale di Berlusconi. Quando, intorno a novembre, uscì questa storia, il ministro degli Interni Roberto Maroni dovette riferire in Parlamento sul comportamento dei suoi uomini sostenendo davanti all'Aula che non erano state evidenziate "superficialità o frettolosità, avendo gli uffici della Questura di Milano rispettato tutte le procedure previste dalla legge e dalla prassi costante". Nessuna irregolarità, sostenne Maroni, mentre è la stessa Ruby Rubacuori in un'intervista esclusiva a La Repubblica (http://tinyurl.com/5tnhuox) ad avanzare qualche dubbio sulla correttezza del procedimento messo in atto quella notte.
"Sinceramente la vicenda della questura non lo vissuta molto consapevole di quello che stesse accadendo nel momento - spiega Ruby Rubacuori - nel senso che io ho visto arrivare la Nicole Minetti e di punto in bianco uscire dalla questura, anche se il procedimento che di solito si fa è tutto un'altro perché se sei minorenne e sei sprovvista di documenti la prima cosa che fanno è quella di tenerti e portarti in una comunità, solamente che è arrivata lei e mi hanno detto puoi andartene via". Insomma, persino Ruby sa che in Italia una minorenne senza documenti viene portata in comunità o tenuta in caserma se non fosse disponibile nemmeno un posto.
Anche a Sky Tg24 Ruby conferma non non sapere "di questa famosa chiamata del Presidente alla questura" vedendo solo che "arrivata lì non c'era la solita prassi di portarmi in comunità ma di essere rimandata fuori affidata a Nicole Minetti e Michelle Oliveira" (amica di Ruby che avrebbe contattato Berlusconi per informarlo del fermo della ragazza).
A questo punto, vista l'iscrizione nel registro degli indagati di Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione e di Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora per induzione e favoreggiamento della prostituzione, qualcuno pensa che Roberto Maroni dovrebbe forse chiarire come mai per la stessa Ruby Rubacuori il procedimento è stato quantomeno "irrituale" mentre per il ministro degli Interni no, tanto che aveva spiegato che sulla vicenda non ci sarebbero state "altre indagini".

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