le notizie che fanno testo, dal 2010

Processo Ruby, gli agenti: sapevamo che non era la nipote di Mubarak

Ruby Rubacuori non era la nipote di Mubarak. Ciò che è ormai noto a tutti sembra che fosse palese anche agli agenti della questura di Milano, ascoltati come testimoni nel corso del processo.

Mentre Silvio Berlusconi sembra essere stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bari "per avere, in concorso con Valter Lavitola, indotto Giampaolo Tarantini (...) a non rendere dichiarazioni" ai pubblici ministeri baresi che procedevano nell'inchiesta sul giro di es cort, l'ex premier assiste a sorpresa all'udienza odierna del processo Ruby, che lo vede imputato per concussione e prostituzione minorile. Parallelamente, si svolge sempre a Milano il processo che vede sotto accusa Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora per il reato di induzione alla prostituzione, anche minorile.
Ascoltati oggi come testimoni il capo di gabinetto Pietro Ostuni e il commissario Giorgia Iafrate, interrogati dai pm per appurare se la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 si era venuti a conoscenza della vera identità di Ruby Rubacuori.
E' orami noto, infatti, che Silvio Berlusconi chiamò la questura milanese, dove fu portata l'allora minorenne Karima El Marough a seguito di un fermo, per rivelare ai funzionari che la ragazza era in realtà la nipote di Hosni Mubarak, tanto che alla fine fu consegnata al consigliere regionale Nicole Minetti.
A ricevere la chiamata di Berlusconi fu il capo di gabinetto Pietro Ostuni, che in udienza però rivela: "Col passare delle ore era emerso chiaramente che la ragazza non era egiziana, ma marocchina, e suo padre faceva l'agricoltore in Sicilia. Mi ero convinto che non fosse la nipote di Mubarak".
Ostuni spiega però di non aver rivelato a Berlusconi che Ruby Rubacuori in realtà non era la nipote dell'ex rais egiziano, tanto che il pm Ilda Boccasini gli domanda quindi perché non ci fu tale chiarimento "vista la funzione istituzionale che stava esercitando".
Il capo di gabinetto Pietro Ostuni risponderebbe semplicemente di non saper "dare una spiegazione del perché non l'abbia fatto".
Ostuni dopo la telefonata di Silvio Berlusconi, riferì al commissario Giorgia Iafrate della chiamata giunta dalla Presidenza del Consiglio. La funzionaria di polizia parlò quindi direttamente con Ruby che, dopo aver appreso di essere stata presentata come la nipote di Mubarak, si "mise a ridere", come riferisce la dottoressa Giorgia Iafrate ai pm, aggiungendo che la ragazza le raccontà che in effetti "spesso si spacciava per tale".
La Iafrate rivelò al suo superiore le reali generalità di Karima El Marough e "ad Ostuni che il pm dei minori aveva disposto di affidare la ragazza in una comunità".
"In seguitò però - continua Giorgia Iafrate - Ostuni mi avvisò dell'arrivo di un consigliere ministeriale che se ne sarebbe occupata", conclude il commissario.
Quando il pm chiede a Pietro Ostuni se aveva "fatto considerazioni sulla parentela (di Ruby) con la Iafrate?" il capo di gabinetto avrebbe risposto ancora una volta con un "non ricordo".
Qualcuno a questo punto potrebbe però riportare la mente indietro al novembre del 2010 quando Anna Maria Fiorillo, il magistrato di turno presso il Tribunale dei Minori la notte tra il 27 e 28 maggio, sollevava delle "discrepanze" tra il suo ricordo di quella sera e quanto riferito dal Ministro Roberto Maroni al Parlamento (http://is.gd/g9zbwp) e ammetteva che se un errore aveva commesso era quello non aver "rassicurato la funzionaria che se ne occupava, la dottoressa Iafrate" (http://is.gd/yea6k2).

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: