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Sonda Rosetta: Philae su cometa 11 novembre. Individuato Sito J per atterraggio

Anche se in Italia spesso Rosetta è associata solo a quella di Uomini e Donne, la sonda dell'ESA (Agenzia spaziale europea) prosegue il suo viaggio per agganciare la cometa e scoprirne tutti i suoi segreti. La sonda Rosetta rilascerà l'11 novembre 2014 il lander Philae che tenterà l'atterraggio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Per l'accometaggio di Philae è stato individuato il Sito J.

Anche se in Italia (troppo) spesso Rosetta è associata solo a quella di Uomini e Donne, la sonda dell'ESA (Agenzia spaziale europea) prosegue il suo viaggio per agganciare la cometa e scoprirne tutti i suoi segreti. Pochi giorni fa l'annuncio dell'ASI (Agenzia spaziale italiana). Svelato infatti il luogo di accometaggio di Philae, il lander che la sonda Rosetta rilascerà l'11 novembre sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, sottolinea: "Quella di Philae è un’impresa mai tentata prima. E' rischiosa, ma sarà un punto di svolta nelle attività di esplorazione dell’universo che resterà come passo fondamentale che non dimenticheremo, per il quale abbiamo la soddisfazione di sottolineare il grande contributo messo in campo dall’Italia attraverso l'ASI".

Il 6 agosto scorso Rosetta aveva perfettamente centrato l’obiettivo: il rendez-vous con la "sua" cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, da cui la separavano solo 100 km. Da allora gli scienziati e gli ingegneri della missione hanno studiato attentamente i possibili siti di atterraggio per Philae. Inizialmente erano stati individuati 5 punti di atterraggio, ma alla fine gli scienzianti ne hanno scelto uno, che verrà proposto all'ESA che dovrà dire l'ultima parola entro ottobre. Il sito identificato per l'atterraggio del lander Philae sulla cometa è noto al momento come "Sito J". Oltre al Sito J, è stato individuato anche un sito di back-up, noto come "Sito C".

Come riporta l'ASI, Mario Salatti, co-Project Manager per il lander Philae, spiega che "il Sito J è quello che meglio tra tutti riesce a coniugare le esigenze degli scienziati con i vincoli di sistema e della dinamica di volo. - precisando - Il tempo di discesa dal momento di distacco dall’orbiter all’atterraggio è di poco più di 7 ore e permette di svolgere le operazioni pianificate nella prima sequenza di investigazioni con l’energia a disposizione nelle batterie e con l’energia solare garantita dalle buone condizioni di illuminazione (circa 7 ore, seguite da 5 di buio) di questo sito. La visibilità dell’orbiter è adeguata perché tutti i dati raccolti vengano scaricati sul satellite, nonché per il successo dell’esperimento CONSERT (condiviso tra orbiter e lander). In base alle informazioni disponibili sulle asperità presenti, i cambi di inclinazione e le simulazioni del comportamento dell’apparato di atterraggio, il Sito J fornisce migliori garanzie rispetto agli altri, ma si deve tenere bene a mente che l’atterraggio è un processo molto rischioso". Salatti ricorda: "Se si avrà successo, Philae e i suoi strumenti avranno l’opportunità di studiare la sostanza di cui le comete sono costituite nella sua struttura originaria, in quanto questo sito pare essere coperto meno di altri dal materiale ricaduto dalle fasi di attività precedenti".

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