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Philae: scomparso lander di Rosetta. E' all'ombra di una rupe della cometa

Dopo l'atterraggio di Philae, il lander della sonda Rosetta, che ha toccato il suolo della cometa 67P Churyumov Gerasimenko il 12 novembre, l'ESA fornisce i dettagli di quanto avvenuto al momento dello sbarco. Il lander Philae ha rimbalzato due volte dopo il primo "touchdown" ed ha subito una rotazione. Inoltre, non tutti i pannelli solari hanno accumulato energia. Philae è infatti "all'ombra di una rupe della cometa 67P" e sembra che l'ESA non riesca a trovare la posizione esatta del lander di Rosetta.

C'è grande soddisfazione per l'atterraggio di Philae, il lander della sonda Rosetta, che ha toccato il suolo della cometa 67P Churyumov Gerasimenko il 12 novembre. Il lander Philae, poco dopo lo "sbarco", ha cominiciato infatti ad inviare dati e foto sulla Terra, svelando i primi "segreti" della cometa 67P. Il responsabile delle operazioni di volo, l'italiano Andrea Accomazzo, conferma infatti che "il collegamento radio" con Philae è "estremamente stabile", mentre l'ESA fornisce i dettagli di quanto avvenuto appena il lander ha toccato il suolo della cometa 67P. L'Agenzia Spaziale Europea rivela infatti che dopo il primo "touchdown" delle ore 17:02 (italiana), il lander Philae dopo un paio d'ore ha rimbalzato sulla superficie della cometa per due volte (ora italiana 19:25 e 19:32), prima di stabilizzarsi sulla superficie. Inoltre, l'ESA ha registrato un rotazione del lander Philae dopo il primo "attracco". Finora, invece, i ramponi di Philae non si sono invece aperti, e quindi il lander non è ancora agganciato a terra. Un problema, questo, abbastanza rilevante visto che senza un aggancio stabile al suolo il lander Philae difficilmente potrà perforare la cometa per raccogliere i campioni da portare a Terra, dove verranno analizzati. Inoltre, solo una parte del lander Philae sembra essere esposta alla luce del Sole, e quindi non tutti i pannelli solari hanno accumulato energia. Il lander Philae rivela infatti su Twitter di essere "all'ombra di una rupe della cometa 67P". L'ESA risponde, pare un po' preoccupata, con un cinguettio: "Sei in ombra? Come facciamo a individuarti lì?! I nostri team lavorano duramente per trovarti".

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