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Missione Rosetta: lander Philae pronto per operazioni trivellaggio

Come la Bella Addormentata "il lander di Rosetta, Philae, si è risvegliato dopo sette mesi in ibernazione sulla superficie della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko". l Dr. Stephan Ulamec, responsabile di progetto DRL di Philae, rassicura: "Philae sta bene: ha una temperatura operativa di -35 gradi C e 24 Watt disponibili - ed annuncia - Il lander è pronto per le operazioni". L'obiettivo della missione Rosetta, infatti, è quello di estrarre la maggior quantità possibile di materiale della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko per poi portare il tutto sulla Terra, dove verrà analizzato alla ricerca dell'origine della vita.

Come la Bella Addormentata "il lander di Rosetta, Philae, si è risvegliato dopo sette mesi in ibernazione sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko". A far risvegliare il lander Philae non il bacio di un principe ma quello caldo dei raggi solari. Dopo l'atterraggio sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko, avvenuto il 12 novembre 2014, i ramponi di Philae non erano infatti scattati, e per questo il lander ha effettuato due "rimbalzi" che l'hanno fatto finire all'ombra di una rupe. Per mesi, i pannelli solari di Philae non sono stati quindi in grado di ricaricare le batterie del lander, e in molti temevano che ormai la missione della sonda Rosetta fosse terminata. Invece, al centro operazioni dell'ESA-ESOC (European Space Operations Centre) di Darmstadt, in Germania, i segnali del lander Philae sono stati ricevuti alle ore 22:28 del 13 giugno, ed oltre 300 pacchetti dati sono stati analizzati dai team al lavoro al Centro di Controllo del Lander presso il Centro Aersopaziale Tedesco DLR. Il Dr. Stephan Ulamec, responsabile di progetto DRL di Philae, rassicura sulle condizioni di "salute" del lander, precisando: "Philae sta bene: ha una temperatura operativa di -35 gradi C e 24 Watt disponibili - ed annuncia - Il lander è pronto per le operazioni". L'obiettivo della missione Rosetta, infatti, è quello di estrarre la maggior quantità possibile di materiale della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko per poi portare il tutto sulla Terra, dove verrà analizzato alla ricerca dell'origine della vita. In realtà, la missione Rosetta ha già fatto un primo "buco nell'acqua" poiché il rapporto tra la percentuale di deuterio e idrogeno analizzato da Rosina (Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis) è superiore più di tre volte rispetto a quello degli oceani della Terra, il che smonta la teoria che l'acqua dei mari e degli Oceani fu portata sulla Terra, dopo il suo raffreddamento, da asteroidi e comete in collisione con il nostro pianeta.

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