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Lucia Borsellino va fatta fuori. Crocetta: è la mafia che vuole farmi fuori

L'Espresso pubblica una intercettazione dove Matteo Tutino, primario dell'ospedale palermitano Villa Sofia arrestato il 29 giugno, direbbe al telefono che Lucia Borsellino "va fermata, fatta fuori. Come suo padre". Dall'altra parte Rosario Crocetta, che resta muto. La Procura smentisce l'esistenza del'intercettazione, L'Espresso conferma. Il governatore della Sicilia si autosospende ma si domanda: "Quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori?".

Nonostante la smentita della Procura di Palermo, il dramma politico di Rosario Crocetta prosegue. Il governatore della Sicilia entra nell'occhio del ciclone quando L'Espresso pubblica una intercettazione dove Matteo Tutino, primario dell'ospedale palermitano Villa Sofia, direbbe che Lucia Borsellino "va fermata, fatta fuori. Come suo padre". Dall'altra parte del telefono c'è Rosario Crocetta che non replica e resta muto, nonostante all'epoca delle intercettazioni Lucia Borsellino era assessore della sua giunta, scelta proprio come simbolo di legalità in un settore da sempre culla degli interessi della mafia. Matteo Tutino, arrestato il 29 giugno con l'accusa di falso, abuso d'ufficio, truffa e peculato, è anche il medico personale di Crocetta. Dopo la bomba lanciata da L'Espresso, la deflagrazione investe tutto il mondo politico. Lucia Borsellino, all'Ansa, dichiara solamente: "Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro". Il presidente del Senato, Pietro Grasso, commenta su Facebook: "Parole schifose che offendono la dignità di Lucia Borsellino, la memoria di Paolo, la Sicilia e l'Italia intera. Un abbraccio a tutta la famiglia Borsellino". A stretto giro arriva la replica di Rosario Crocetta che sconvolto sostiene: "Non ho sentito la frase su Lucia, forse c'era zona d'ombra, non so spiegarlo; tant'è che io al telefono non replico. Ora mi sento male. Se avessi sentito quella frase, non so... avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati. Non so... sono sconvolto. Provo un orrore profondo". Il medico, attraverso il suo legale, nega invece di aver mai pronunciato quella frase su Lucia Borsellino.
Le conseguenze politiche di questa esplosione sembrano ridimensionarsi quando arriva la precisazione del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, che dichiara: "Agli atti dell'ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino. I carabinieri del Nas hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti di Tutino". La Procura ha quindi specificato di avere fatto ricontrollare tutte le registrazioni relative all'inchiesta su Tutino sia dai Pm titolari dell'inchiesta che dai carabinieri del Nas. Come riporta anche su Facebook, Rosario Crocetta "Lo Voi ed il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che ha coordinato l'indagine, hanno sottolineato che nelle carte e negli atti della Procura di Palermo non esiste alcuna telefonata in cui Tutino avrebbe detto a Crocetta riferendosi all'ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino: 'Questa va fatta fuori come il padre' ". Nonostante questo, il governatore della Sicilia si autosospende. L'Espresso però ribadisce quanto pubblicato e che "la conversazione intercettata tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull'ospedale Villa Sofia di Palermo". All'Ansa, questa mattina, Crocetta scoppia in lacrime e si domanda: "Perché... perché? Ma quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori? - ad aggiunge - E' stato il giorno più brutto della via vita. Metodo Boffo? Peggio, d'ora in poi si può parlare di 'metodo Crocetta'. Volevano farmi fuori. Avrei potuto anche farla finita...".

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