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Napoli: cade la Jervolino, dimissioni 31 consiglieri. Solo propaganda

La giunta comunale di Napoli si è sciolta dopo le dimissioni, a sorpresa, di 31 consiglieri. Cade quindi il sindaco Rosa Russo Jervolino e si dà il via al commissariamento del Comune. "Solo propaganda elettorale" commenta il commissario provinciale del PD, Andrea Orlando.

"E' un'iniziativa incomprensibile che sacrifica in nome della propaganda le esigenze della città: è uno spot che pagheranno i napoletani" spiega il commissario provinciale del PD, Andrea Orlando, commentando la notizia delle dimissioni di 31 consiglieri comunali che hanno portato di fatto allo scioglimento anticipato dell'assemblea municipale di Napoli, dando il via all'iter per il commissariamento di Palazzo San Giacomo.
"Se l'obiettivo non fosse stato politico, avrebbero preso questa iniziativa mesi fa, invece l'obiettivo è una foto da agitare in campagna elettorale" continua Orlando. E infatti la caduta anticipata di Rosa Russo Jervolino sembra più che altro rientrare in uno schema politico, visto che tra poche settimane, a maggio, Napoli sarebbe comunque andata ad elezioni.
La foto a cui fa riferimento probabilmente Andrea Orlando è quella dello striscione affisso nel cortile di Palazzo San Giacomo dai 31 dimissionari, con la scritta: "Abbiamo liberato Napoli".
"Ma questa foto costerà il blocco dei progetti in corso, la rinuncia ad opere pubbliche, una paralisi istituzionale che non ha spiegazioni" conclude Orlando.
Tra i 31 consiglieri anche alcuni ex esponenti del Partito democratico passati mano a mano al centrodestra. In realtà lo scioglimento della giunta è arrivato quasi all'improvviso. Nella mattinata di ieri (2 marzo), infatti, era stata presentata una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni della Jervolino, sempre a firma dei 31. Una mozione che però sarebbe stata votata solo a fine marzo, tanto che il capogruppo del Pdl, Carlo Lamura, aveva chiesto al sindaco di "fare spontaneamente un passo indietro compiendo un gesto di responsabilità nei confronti della città e dando modo a un commissario di governo di certificare i buchi di bilancio". Ma Rosa Russo Iervolino avrebbe risposto di aver "giurato fedeltà alla Costituzione" e che quindi era suo "dovere rimanere". "Se mi dimettessi adesso, nella situazione in cui ci troviamo, sarei una vigliacca. Il bilancio del Comune è sempre stato chiarissimo. Un bilancio povero, come quello di tutti gli altri Comuni, ma pulito, senza buchi e sotterfugi - avrebbe specificato la Jervolino, concludendo - Se la mozione sarà approvata andrò via, altrimenti considero mio dovere rimanere fino all'ultimo giorno".
Una risposta che ha invece portato alle dimissioni dei 31 consiglieri (17 esponenti del Pdl, tre dell'Udc, tre di Alleanza per Napoli, due di Forza Italia e gli appartenenti ai gruppi di Iniziativa popolare, Popolari per il Sud, Futuro e libertà, Popolari di Italia domani, Nuovo Psi e gruppo misto, come si legge su repubblica.it).
"E' stato un grande successo. Ora potremo conoscere anche la reale situazione delle casse comunali, non vorremmo doverci trovare con lo stesso disastro trovato da Caldoro alla Regione" conclude Carlo Lamura, pensando all'inevitabile commissariamento del Comune di Napoli.
"Dimissioni scandalose. Trasformismo e compravendita" tuona invece il segretario regionale del PD Enzo Amendola.
In lizza, nelle prossime elezioni, per il posto ormai vacante della Jervolino, Clemente Mastella e l'eurodeputato IdV Luigi De Magistris.

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