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Prodi: mercati trattano l'Italia come Spagna di oggi e Grecia di ieri

L'Italia è a rischio default. L'UE dice che è "ridicolo" ma i segnali sembrano esserci tutti, anche perché "i mercati ci trattano al livello della Spagna di oggi e al livello della Grecia di un anno fa", come sottolinea Romano Prodi.

Il presidente dell'UE Herman van Rompuy afferma che "l'attuale valutazione dei rischi da parte dei mercati è completamente distinta dai parametri fondamentali" e per questo "è alquanto ridicolo che nella graduatoria dei credit default swaps questi Paesi siano classificati nella categoria con il più elevato rischio di default". Tra questi Paesi c'è anche l'Italia, ma stando appunto a van Rompuy il rischio default sarebbe in realtà "ridicolo". Una assicurazione che va a bilanciare quindi la notizia che la Deutsche Bank, la più autorevole banca tedesca, si sia "disfatta della quasi totalità degli otto miliardi di titoli del debito pubblico italiano che aveva in portafoglio, dando così ai mercati un impressionante segnale di sfiducia nei confronti dell'Italia", come rende noto in un editoriale pubblicato su "Il Messaggero" Romano Prodi (http://is.gd/WhfeJ1). E se tale notizia ha letteralmente "sconvolto" Romano Prodi, figurarsi come possono averla appresa gli italiani (quelli almeno che sotto l'ombrellone non si limitano a sfogliare solo i giornali di gossip), soprattutto pensando che "la differenza del tasso di interesse tra i Buoni del tesoro italiani e i Buoni del tesoro tedeschi è da qualche giorno assai simile a quella che vi è fra i Buoni del tesoro spagnoli e quelli tedeschi" come spiega sempre Prodi, rivelando che "i mercati ci trattano al livello della Spagna di oggi e al livello della Grecia di un anno fa" e confessando che "quest'aumento del costo del debito pubblico, se rimarrà costante nel tempo, renderà del tutto vani gli effetti della Finanziaria appena votata". Insomma, nonostante le molte rassicurazioni, anche di Romano Prodi che sottolinea come "la struttura economica della Spagna non può essere paragonata a quella italiana", l'Europa non sembra comunque voler dare fiducia all'Italia. Se a questo si aggiunge che "le decisioni dei nostri governanti non hanno più la forza e la credibilità per arrivare a destinazione", dice sempre l'ex presidente del Consiglio, allora il "turbamento" di Prodi rischia di ripercuotersi nell'intera società civile, che vuole comprendere se davvero "l'Italia è vicina al default", come sostiene anche Beppe Grillo in una lettera aperta a Giorgio Napolitano, chiedendogli di "sciogliere le Camere" visto che "il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell'evidenza" e che "le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili" (http://is.gd/6Bg3bE).

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