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Prodi Quirinale: è tra i nomi del MoVimento 5 Stelle. E di Casaleggio?

Incredibilmente, oltre che al sempre presente Beppe Grillo, tra i nomi usciti dalle Quirinarie spuntano anche quelli che provengono da quei partiti "morti e golpisti", secondo almeno la logica del MoVimento 5 Stelle. Nella rosa, anche Romano Prodi, che indiscrezioni vorrebbero sia il preferito di Gianroberto Casaleggio.

Beppe Grillo svela la rosa dei 10 candidati scelti alle Quirinarie, tra cui uscirà, dopo la votazione online del 15 aprile, il nome che i deputati e i senatori pentastellati porteranno il 18 aprile in Parlamento, quando avrà luogo la prima seduta per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. I 10 candidati scelti da non si capisce bene quanti iscritti del MoVimento 5 Stelle, sono Beppe Grillo, Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Stefano Rodotà, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky e Romano Prodi. E proprio sul nome di Romano Prodi si sta infiammando il dibattito sul blog di Beppe Grillo, con molti attivisti davvero poco contenti, e con qualcuno che comincia a ricordare la carriera politica del "professore": ex democristiano, nel 1978 ministro dell'Industria nel IV governo Andreotti, presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, fondatore de L'Ulivo, attualmente del Partito Democratico di cui è stato presidente del Comitato nazionale nonché Presidente dell'Assemblea Costituente Nazionale. Romano Prodi fu inoltre per due volte Presidente del Consiglio dei Ministri, dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008, nonché convinto sostenitore della moneta unica, tanto che per aderire al Trattato di Maastricht nel 1998 venne varata la celebre "eurotassa".

In altre parole, Romano Prodi, come altri nomi usciti dalla rosa delle Quirinarie, non sembra proprio essere quel "simbolo di cambiamento" che perseguirebbero i pentastellati, facendo inoltre comprendere la disomogeneità politica che sembra pervadere la base del MoVimento 5 Stelle. Ed infatti, sul blog di Grillo scoppia la polemica, con chi arriva ad annunciare, come Salvatore: "Se volete Prodi io rinuncio alla cittadinanza italiana perché questo Paese mi fa schifo". "Caro Grillo. Ma che iscritti certificati sono quelli che hanno votato Prodi e la Bonino. Questo è un movimento che non voleva niente a che fare con i vecchi partiti. Altrimenti si formava un partito normale. Allora mi chiedo quelli che hanno votato quei nomi, sanno almeno quello che hanno fatto? Buttiamoli fuori se si riesce a trovarli" scrive invece Paolo, mentre Martina riflette: "Romano Prodi?????? che cambiamento! Spero per l'Italia che non lo aiuterete a diventare Presidente della Repubblica. Non esiste persona che mi rappresenti di meno, anche lui ha governato, anche lui è la 'vecchia politica' contro cui vi siete battuti e ora volete eleggerlo presidente? Mi pare incredibile che qualcuno nel M5S abbia potuto pensare di votarlo. Forse niente è come sembra".

In realtà già prima delle Quirinarie, c'era chi sospettava che "la carta segreta di Romano Prodi per diventare Presidente della Repubblica si chiama Gianroberto Casaleggio", come scriveva Linkiesta il 3 aprile, riportando anche il fatto che "Casaleggio nelle ultime settimane avrebbe incontrato sia Prodi sia Emma Bonino (riunioni non in streaming, ndr) in vista delle votazioni del 18 aprile". Voci di corridoio vorrebbero però Gianroberto Casaleggio più propenso a vedere Romano Prodi al Quirinale, tanto che "Velina Rossa di Pasquale Laurito, pagina web vicino a Massimo D'Alema, ha confermato l'indiscrezione mercoledì 3 aprile con un tweet, aggiungendo però che esiste già una fronda nei democratici: 'Casaleggio vuole Prodi al Quirinale, ma 120 parlamentari PD non lo voteranno mai'", scrive sempre Linkiesta.

Che Gianroberto Casaleggio abbia incontrato al World Business Forum di Milano Romano Prodi subito dopo le elezioni, è ormai noto, e dopo i primi risultati delle Quirinarie poca differenza fa il fatto che non si siano visti in segreto, come da prime indiscrezioni, ma "di fronte a 120 persone durante una colazione di lavoro", come precisava Sandra Zampa, la portavoce dell'ex presidente del Consiglio. La scelta di Romano Prodi, inoltre, sarebbe strategica per il PD, che avrebbe i numeri, almeno questa volta, per scegliere un Presidente della Repubblica senza essere "costretto" a trovare un compromesso con Silvio Berlusconi. L'ascesa di Prodi al Colle, d'altra parte, potrebbe invece segnare la definitiva discesa del MoVimento 5 Stelle, e non solo nei sondaggi, stando almeno a quanto si legge tra i commenti sul blog di Beppe Grillo, dove in tanti esternano tutto il loro malcontento per il fatto che siano spuntati certi nomi.

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