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Roma, imprenditore sequestrato e seviziato: tra arresti Tamara Pisnoli, ex moglie di Daniele De Rossi

Un imprenditore romano sarebbe stato sequestrato e seviziato in un appartamento di Roma. I Carabinieri hanno emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone per usura, estorsione, rapina e lesioni gravissime. Tra queste, anche Tamara Pisnoli, l'ex moglie del calciatore della Roma Daniele De Rossi.

Questa notte i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 8 persone, ritenute responsabili a vario titolo di usura, estorsione, rapina e lesioni gravissime, commessi ai danni di un imprenditore romano, titolare di una società operante nel settore dello sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici. Stando alle prime indiscrezioni, tra queste 8 persone ci sarebbe anche Tamara Pisnoli, l'ex moglie del calciatore della Roma Daniele De Rossi, sposata nel 2006 e da cui è separato dal 2009. L'ipotesi investigatova vedrebbe proprio Tamara Pisnoli quale presunta "mandante" del sequestro dell'imprenditore romano, che avrebbe denunciato ai Carabinieri di essere stato prelevato da persone a lui sconosciute mentre si trovava in un bar dell'Eur. Queste lo avrebbero caricato su un'auto e condotto in un appartamento poco distante dal bar, dove l'imprenditore sarebbe rimasto chiuso fino a quando non avrebbe consegnato 200mila euro. Per indurlo a versare tale somma, l'imprenditore romano sarebbe stato anche malmenato e seviziato con un coltello, tanto che l'uomo presenterebbe ferite da taglio sul cuoio capelluto e fratture alle ossa del naso. Sembra che l'appartamento in cui sarebbe avvenuto il pestaggio è riconducibile all'ex moglie di Daniele De Rossi. Il Messaggero riporta che Tamara Pisnoli "sarebbe stata presente all'aggressione", ricordando che nel 2008 il padre della donna era stato stato trovato ucciso presso il comune di Aprilia, in provincia di Latina. A quanto ricostruito, il sequestro sarebbe legato al recupero di soldi di un prestito usuraio e di un affare finito male.

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