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Pacco bomba a Roma "preso a calci". Nessuna rivendicazione

Vicino corso Trieste, a Roma, gli artificieri sono intervenuti per mettere in sicurezza un pacco bomba potenzialmente esplosivo, che però poco prima era stato spostato (o forse preso a calci) dai dei passanti nonostante "quei fili che uscivano dalla scatola collegati ad un marchingegno".

Sulla vicenda del pacco bomba rivenuto a Roma martedì 29 novembre, in via Ajaccio vicino corso Trieste al Nomentano, indagano i carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci. Per adesso sembra che si tenda ad escludere la pista terroristica, interna e internazionale. Forse il pacco bomba potrebbe invece essere legato alla criminalità "comune", anche perché le scatole che contenevano l'ordigno potenzialmente esplosivo sono state lasciate in maniera molto visibile e non nei pressi di luoghi sensibili. Ad incuriosire, inoltre, non è tanto il fatto che sul posto sono giunti gli artificieri dei carabinieri, con tanto di vigili del fuoco e ambulanze, che hanno messo in sicurezza il pacco bomba (che conteneva candelotti di gelatina con tanto di detonatore e collegamenti), ma la vicenda del ritrovamento delle due scatole che contenevano l'ordigno potenzialmente pericolo (che sta esaminando la scientifica). Stando alle prime ricostruzioni, infatti, il pacco bomba, composto da due scatole tipo per le scarpe posizionate una sopra l'altra, sembra che sia stato avvistato per la prima volta sotto una Audi A6. Il proprietario della vettura, pare un imprenditore edile, notando il pacco avrebbe chiamato un commerciante per farsi aiutare a spostarlo, pensando che poteva essere una consegna per il gommista lì di fronte. Altre fonti (Tgcom - http://is.gd/DMpaSc) riportano addirittura che il proprietario dell'auto avrebbe dato "un calcio" alle due scatole "lamentandosi con il titolare della vicina macelleria del fatto che il meccanico lasciasse del materiale incustodito per strada". Il gommista, comunque, messo al corrente del pacco si è insospettito, forse perché, come da suo racconto (Corriere della Sera http://is.gd/kVdCQq) non si fidava "di quei fili che uscivano dalla scatola collegati ad un marchingegno". E così ha chiamato i carabinieri. Poiché, come ha ricordato recentemente anche il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco (leggi http://is.gd/crBQdn), una indagine dimostrava che già nel 2003 "l'80 per cento degli italiani di età compresa tra i 16 e i 65 anni" erano "in pratica analfabeti funzionali" perché non "in grado di compiere ragionamenti lineari e fare inferenze di media complessità estraendo e combinando le informazioni fornite in testi poco più che elementari", qualcuno forse avrà ironizzato che la prossima volta sui pacchi bomba bisognerebbe scriverci chiaramente e in caratteri cubitali: "Attenzione potrebbe esplodere, non spostare".

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