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Scontri Saviano e Marina Berlusconi: Mondadori o verso Feltrinelli?

Tra Roberto Saviano e Marina Berlusconi gli scontri, verbali, durano ormai da diversi mesi tanto che il sodalizio professionale che li unisce sembra essere sempre più vicino alla rottura. Chissà se la Mondadori continuerà in futuro a pubblicare gli scritti di Saviano?

Roberto Saviano dedica la laurea honoris causa in Giurisprudenza, consegnata dall'Università di Genova, "a tre magistrati: alla Boccassini, a Sangermano e a Forno che in questi giorni stanno vivendo credo giornate complicate solo per aver fatto il loro mestiere di giustizia". I tre pm in questione sono i magistrati della Procua di Milano che stanno lavorando sul caso Ruby, inchiesta che coinvolge anche il premier Silvio Berlusconi indagato per prostituzione minorile e concussione.
Il Presidente del Consiglio definisce la situazione attuale "insieme grave e paradossale" spiegando di sentirsi oggetto di "un'autentica aggressione".
Ma a Roberto Saviano risponde direttamente Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, editore dello scrittore anche se non si sa ancora per quanto.
"Mi fa letteralmente orrore che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi" afferma Marina Berlusconi una volta venuta a conoscenza della dedica dello scrittore.
Roberto Saviano non tarda a replicare e dalle pagine di Repubblica.it affermando che "forse Marina Berlusconi non conosce la storia della lotta alle mafie, perché difendere magistrati che da anni espongono loro stessi nel contrasto all'imprenditoria criminale del narcotraffico non vuol dire affatto rinnegare - aggiungendo - Non c'è contraddizione nel dedicare una laurea in Giurisprudenza a chi attraverso il diritto cerca di trovare spiegazioni a ciò che sta accadendo nel nostro Paese".
"Orrore mi fa - continua Saviano - chi sta colpevolmente e coscientemente cercando di delegittimare e isolare coloro che in questi anni hanno contrastato più di ogni altro le mafie" e conclude affermando che accusare, isolare, delegittimare, minacciare punizioni nei contronti di Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano "significa inevitabilmente indebolire la forza della magistratura in Italia, vuol dire togliere terreno al diritto. Favorire le mafie".
Ma non è questa la prima volta che lo scrittore di Gomorra e il suo editore si scontrano, tanto che più di una volta si è pensato che lo strappo (lavorativo) tra i due fosse ormai alle porte.
Il primo contrasto avvenne dopo alcune dichiarazioni del premier rilasciate lo scorso aprile, quando Berlusconi affermò che "la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo, ma guarda caso è quella più conosciuta, perché c'è stato un supporto promozionale che l'ha portata ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese. Ricordiamoci le otto serie della Piovra programmate dalle tv di 160 paesi nel mondo e tutta la letteratura in proposito, Gomorra e il resto...".
Roberto Saviano scrisse così una lettera aperta affermando che dopo le parole del premier non sapeva più se la "Mondadori fosse pienamente in linea per accettare un tipo di narrazione" come la sua e di tutti quegli altri "autori che si sono occupati di mafie esponendo loro stessi".
Tirando in ballo la Mondadori, Marina Berlusconi fu costretta a rispondere, specificando che quella del Presidente del Consiglio era "una critica, non una censura" ma sottolineando che comunque "una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l'immagine del nostro Paese".
Dopo qualche mese Roberto Saviano afferma che naturalmente "dopo l'attacco di Marina Berlusconi" per lui "molto era cambiato" spiegando che doveva quindi capire "quanto la proprietà incide sulle scelte, quanto permetterà ancora che ci sia libertà e se su alcuni libri si possa continuare a puntare".
Dopo queste parole Marina Berlusconi aveva poi cercato di "tranquillizzare Roberto Saviano" spiegando che la Mondadori "è la migliore e la più concreta dimostrazione di come noi Berlusconi intendiamo e interpretiamo il mestiere dell'editore".
"Un mestiere - sottolineava la figlia di Berlusconi - che si fonda su alcuni valori irrinunciabili: il rispetto di tutte le opinioni, la libertà di espressione, il pluralismo. In tutto questo non c'è alcuna faticosa concessione e niente di eroico. Questi sono gli stessi valori ai quali sono stata educata e che ho visto e vedo mio padre difendere da sempre".
Ma dopo quest'ultimo botta e risposta il sodalizio professionale sembra sempre più vicino alla rottura anche perché Roberto Saviano annuncia che il prossimo 2 marzo uscirà uscirà con un nuovo libro ma per la Feltrinelli. Il libro si intitola "Vieni via con me" e, come è facilmente intuibile dal nome, raccoglierà i monologhi dello scrittore "declamati" durante la trasmissione condotta con Fabio Fazio su Rai 3, che conquistò una larga fetta di pubblico fino a toccare i 9-10 milioni di telespettatori a sera. Naturalmente, specifica lo scrittore, in "una versione ampiamente rivista e arricchita".
Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade Mondadori, precisa però immediatamente che "Saviano è e sarà un importante autore della casa editrice" tanto che che Einaudi "pubblicherà prossimamente un libro di saggistica che nasce dalle sue recenti lezioni alla Normale di Pisa".

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