le notizie che fanno testo, dal 2010

Saviano: 'ndrangheta al Nord. Dov'era la Lega?

Roberto Saviano chiede alla Lega dove fosse durante i dieci anni di infiltrazione della 'ndrangheta in Lombardia. Pronte le replice degli esponenti del Carroccio e anche di Marina Berlusconi, editore del libro Gomorra.

Roberto Saviano viene intervistato da Vanity Fair e si lascia andare in dichiarazioni che hanno suscitato diverse reazioni. Prima di tutto, l'autore di Gomorra mette in mezzo la Lega: "ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia racconta una realtà diversa. Dov'era la Lega quando questo succedeva negli ultimi dieci anni laddove ha governato? E perchè adesso non risponde?".
E gli uomini e le donne di Bossi non se lo fanno ripetere e arrivano una raffica di dichiarazioni contro le parole di Saviano.
Il vicepresidente del gruppo della Lega Nord alla Camera, Carolina Lussana, non lascia spazio a fraintendimenti: "Non accettiamo lezioni di legalità dal signor Saviano. Le sue affermazioni non corrispondono alla realtà visto che la Lega evidenzia da molto tempo il rischio di infiltrazioni delle associazioni mafiose al Nord sottolineando il fatto che se la mafia al Sud spara, al Nord fa gli affari - aggiungendo che non vi è alcuna - tolleranza con chi si dovesse macchiare di connivenze con le mafie".
Ad andarci giù più pesantemente è invece Roberto Castelli, che afferma che "Saviano è accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane età. Unica sua scusante rispetto alle sciocchezze che dice sulla Lega è che, quando noi combattevamo contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al Nord, aveva ancora i calzoni corti".
Neanche a Mario Borghezio sono piaciute le esternazioni di Roberto Saviano, e afferma che attribuire alla Lega Nord anche una minima responsabilità riguardo le infiltrazioni mafiose al Nord "è assolutamente demenziale. Sarebbe come attribuire agli Indiani la responsabilità della diffusione dell'alcolismo nelle riserve dei nativi americani...".
Ma le risposte a Saviano non arrivano solo da esponenti politici ma anche da Marina Berlusconi, presidente di Mondadori ed editore del libro Gomorra. Lo scrittore ricorda quando Marina Berlusconi ha detto che "non si dovrebbero più scrivere libri che danno quest'immagine dell'Italia". La replica è stata pronta: "Gomorra non solo l'ho letto ma mi è anche piaciuto. L'ho trovato un libro forte, di pregio e di livello. Ma anche se non mi fosse piaciuto, nulla sarebbe cambiato. Quel che conta è che sia stato apprezzato da milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Perché un editore davvero liberale sa sempre tenere rigorosamente distinte le proprie opinioni personali dalle scelte della sua casa editrice".
Naturalmente non sono mancate le opinioni a difesa di Roberto Saviano, come quella di Walter Veltroni che dice che le parole dello scrittore sono "vere, non offese" perché "ha semplicemente chiesto conto a quanti in questi anni non hanno visto, non hanno sentito nè parlato, a chi, come la Lega, ha finto che la criminalità organizzata fosse un problema meridionale e non anche una questione nazionale".
Anche Luigi De Magistris afferma che "Castelli e colleghi dovrebbero portare rispetto alle domande che legittimamente pone chi non solo denuncia il crimine, ma vive da esso braccato e sempre esposto al pericolo per la propria vita", definendo po la Lega "l'antimafia delle chiacchiere".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: