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Roberto Saviano ossessionato dalla macchina del fango

Roberto Saviano si dice ossessionato dalla "macchina del fango, quel meccanismo che arriva a diffamare una persona", partendo dal privato, affermando che "la democrazia è in pericolo".

Ieri sera Roberto Saviano è finalmente approdato su Rai 3, con l'amico Fabio Fazio, alla conduzione di "Vieni via con me". La trasmissione inizia con un monologo dello scrittore che esordisce affermando che "la democrazia è in pericolo" e che "da un po' di tempo" vivrebbe "con un'ossessione" che riguarda la "macchina del fango, quel meccanismo che arriva a diffamare una persona".
Roberto Saviano spiega che se "tu ti poni contro certi poteri e contro questo governo, quello che ti aspetta è un attacco della macchina del fango che parte da fatti minuscoli della tua vita privata che vengono usati contro di te".
Saviano parla esplicitamente dei cosiddetti dossieraggi rivolti verso Gianfranco Fini, ora probabilmente tanto amato dalla sinistra visto che potrebbe far cadere quel governo che da sola non è riuscito a scalzare. Ma anche di Boffo, ex direttore dell'Avvenire, e di Caldoro. Tutti vittime di diffamazione, dice Saviano, perché costretti a difendersi non su cose che "non hanno a che fare con la vita pubblica, o con il crimine, ma per il tuo privato".
La macchina del fango "ti costringe a difenderti", perché è come se vieni fotografato mentre stai in bagno. Da quel momento tutti si ricorderanno di te sulla tavoletta del WC, spiega Saviano.
Anche Giovanni Falcone era diffamato, dice Saviano, quando ancora in vita, per poi essere celebrato una volta morto. Un paragone forse un po' azzardato, vista la premessa iniziale, perché Falcone, come Borsellino e molti altri, è stato perseguitato e poi ammazzato per un ideale di vita, non per una lotta di potere.
Falcone non aveva case da giustificare né doppie vite da nascondere.
Saviano dice naturalmente il vero quando spiega che "la democrazia è in pericolo nella misura in cui quando tu apri il computer, stai per scrivere il tuo articolo e ci ripensi perché il giorno dopo potresti essere attaccato per il tuo privato". Ma è vero anche che chi esercita e vuole esercitare un ruolo pubblico non può permettersi di essere ricattabile, esattamente come si ripete in questi giorni.

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