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Roberto Saviano cosa ne pensi del DASPO nelle piazze?

Roberto Saviano scrive che "ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi" ma in molti hanno criticato questa sua posizione, anche alla luce della nuova strategia "Daspo" del Ministero degli degli Interni.

Roberto Saviano ha scritto, due giorni dopo gli scontri di piazza avvenuti a Roma mentre in Parlamento si votava la fiducia al governo, una lettera aperta agli studenti (su La Repubblica http://tinyurl.com/3yw4xdz), che però è piaciuta davvero a pochi.
Forse il suo intento era quello di dire che "usare la violenza è sempre male" ma in un momento storico come questo la bassa retorica serve davvero a poco, se non a peggiorare le cose.
Saviano scrive che "ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi" ma purtroppo sembra fare di tutta un'erba un fascio, è proprio il caso di dirlo.
Qualcuno potrebbe facilmente obiettare che è "un voto di fiducia" anche partecipare ad ogni trasmissione in cui le aziende di Silvio Berlusconi sono azioniste, ma sarebbe un gioco troppo facile.
Roberto Saviano fa bene, naturalmente, a condannare le violenze (anche se tirare "un uovo sulla porta del Parlamento" non è poi un atto così aggressivo e se di certo "non muterà le cose" sicuramente regala una grossa soddisfazione), ma in questo modo lo scrittore sembra avellare, forse incosciamente, ciò che in questi giorni il Ministero degli Interni per esempio paventa di estendere, cioè il Daspo per le manifestazioni pubbliche.
Perché Roberto Saviano non scrive una lettera aperta a Maroni, che è stato anche ospite nella sua trasmissione, per far sapere all'Italia cosa ne pensa di questo provvedimento che mina in maniera pericolossissima i diritti e le libertà civili? Roberto Saviano scrive anche che "se le camionette bloccano la strada prima del Parlamento ci si ferma lì" perché tanto "le parole stanno arrivando in tutto il mondo". E se come sta pensando il ministro Maroni la "zona rossa" verrà ancora maggiormente estesa? Dove bisognerà fermarsi? E' giusto quindi manifestare pacificamente solo dove lo stabiliscono gli altri, magari in un futuro prossimo direttamente fuori Roma? Roberto Saviano è forse abituato al fatto che le sue parole arrivano normalmente a tutto il mondo ma non è lo stesso per tutti quegli studenti, precari, disoccupati, terremotati che cercano di far sentire la propria voce e senza essere pagati 50mila euro a puntata. E non possono neanche chiamarle orazioni civili.

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