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Per Roberto Saviano il DASPO sembra solo un'assurdità

Roberto Saviano risponde indirettamente alle domande che gli aveva posto il nostro blog in merito all'estensione del Daspo per le manifestazioni pubbliche, ma lo scrittore non sembra centrare il problema.

Roberto Saviano risponde alle domande che il nostro blog gli ha posto e cioè cosa ne pensasse lo scrittore dell'estensione del Daspo che il governo sembra avere tutta l'intenzione di adottare anche per le manifestazioni pubbliche e se fosse giusto fermarsi e manifestare solo dove lo stabiliscono gli altri (http://tinyurl.com/2u6eorx).
Naturalmente Roberto Saviano risponde a tale domanda attraverso Repubblica.it (l'audio integrale al link: http://tinyurl.com/24jxl9g) affermando inizialmente che "le ricette del governo contro i manifestanti sono follie autoritarie".
"Vogliono risolvere la questione come un problema di forza da affrontare senza dare risposte, ma solo repressione - sostiene lo scrittore che sottolinea - La piazza non è uno stadio né i cittadini sono ultras scalmanati da reprimere".
Anche in questa "audiomissiva" Roberto Saviano torna sul tema della violenza "che oscura e danneggia gli obiettivi di questo movimento" ma stavolta lo scrittore specifica che andrebbe "disarmata e non alimentata come succederebbe invece proponendo arresti preventivi e anticostituzionali e zone rosse rese più rigide a mò di provocazione".
Per quanto riguarda il Daspo a Saviano questo provvedimento "sembra davvero un'assurdità" (sembra?) sostenendo che "il richiamo alle misure normalmente utilizzate nella repressione delle violenze legate agli eventi sportivi è chiaro che tradisce la volontà del governo di scaricare la gestione dei conflitti sociali interamente sulle forze di polizia che sono già mortificate dai tagli e dalle carenze di risorse".
Purtroppo Saviano non sembra centrare il problema. Qui non si tratta di un cosiddetto "scarica barile" ma della volontà o della incapacità del governo di non voler risolvere politicamente e pacificamente il disagio del popolo che si esprime con le manifestazione di piazza.
Non a caso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, custode della Costituzione, proprio oggi sostiene che "la protesta pacifica, benché spesso sviata da inammissibili violenze, di tanti cittadini nelle strade delle nostre capitali, è una spia di malessere che le democrazie non possono ignorare".
Roberto Saviano poi, come un moderno consulente globale, indica la via che il movimento dovrà seguire: "Si sa che nella manifestazione di mercoledì si tenterà di sfondare la zona rossa o la parte del Senato, già si sa. Bisogna prevenire, e in questo momento parlo al movimento, che ci sia la possibilità di criminalizzare un'altra volta con le violenze il movimento e trovare strade nuove, vere, per poter costringere il governo a dare delle risposte che non siano semplicemente la repressione e la facile criminalizzazione".

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