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Rosy Mauro: non temo espulsione. Maroni: ci penserà Lega a dimetterla

Roberto Maroni chiederà nel corso del Consiglio Federale di espellere Rosy Mauro, che non si è dimessa dopo l'invito di Umberto Bossi. La leghista spiega di stare "valutando cosa fare".

La Lega Nord continua la sua battaglia per non soccombere allo scandalo Belsito (http://is.gd/SPZRx1) con la faccia "pulita" di Roberto Maroni, che viene anche ricevuto dal procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, per dimostrare alla magistratura la "leale collaborazione" del Carroccio "nell'accertamento della verità". Ai giornalisti rivela la sua idea in merito quanto successo, e cioè che "qualcuno ha approfittato della buona fede di Umberto Bossi per favorire se stesso".
"La Lega - ricorda infatti l'ex ministro dell'Interno - ha dato l'incarico all'Agenzia di revisione Pricewaterhouse di avviare immediatamente una verifica documentale sui conti della Lega".
Roberto Maroni ribadisce poi che all'interno della Lega non esistono correnti che facciano riferimento alla sua persona, anche perché solo la sera prima, nel corso della manifestazione "L'orgoglio padano" che si è tenuta a Bergamo, l'ex ministro sottolineava nuovamente che Umberto Bossi avrà il suo voto se deciderà di candidarsi "nuovamente segretario" del Carroccio.
Umberto Bossi da parte sua chiede scusa non solo ai militanti leghisti ma anche ai suoi figli, precisando però, dal palco di Bergamo, che la Lega sarebbe "vittima di un complotto".
Maroni e Bossi sembrano quindi più uniti che mai, con l'assicurazione del Senatur che non esistono e mai sono esistiti "cerchi magici" e con la promessa dell'ex ministro che la Lega Nord deve tornare a quella del 1991.
"Abbiamo un sogno nel cuore: quello di diventare alle prossime elezioni politiche il primo partito della Padania - ha continuato Maroni nel corso del suo intervento alla manifestazione dell'orgoglio leghista - Possiamo farcela, serve pulizia, nuove regole: chi rompe le palle, fuori dalle palle".
E in questo momento chi sembra dover andare "fuori" è Rosy Mauro, vicepresidente del Senato nonché segretario generale del sindacato della Lega Nord, il Sinpa, su cui la magistratura sta facendo accertamenti.
A Porta a Porta Rosi Mauro (http://is.gd/rzE2YN) spiega che "Calderoli non l'ho sentito, Maroni neppure, ma mi ha chiamato Bossi per dirmi che, per opportunità politica, sarebbe meglio che mi dimettessi. Ma, proprio per opportunità politica io ho risposto di no, e in venti anni è la prima volta che dico no a Bossi".
Ma se Rosy Mauro non si dimetterà "ci penserà la Lega a dimetterla", annuncia dal palco di Bergamo proprio Roberto Maroni, che chiederà al Consiglio Federale che si riunirà oggi di espellere la vicepresidente del Senato perché ha disubbidito ad Umberto Bossi.
D'altronde, aggiunge Maroni ai cronisti dopo esser uscito dalla Procura di Milano, il "codice etico" è la cosa più importante per la Lega Nord, a parte il rispetto delle leggi.
Rosy Mauro sembra però intenzionata a difendersi fino alla fine, anche se è lei stessa a chiedersi "poi da cosa?" visto che non è indagata, tanto da aver già reso disponibile ai legali del Carroccio, che sembra aver intenzione di costituirsi parte civile nel caso Belsito, tutte le carte inerenti le accuse che vengono mosse dagli inquirenti su una presunta distrazione di fondi dal movimento al sindacato.
Dopo essere stata ospite di Porta a Porta, Rosy Mauro interviene anche nel corso del TG 1, dove precisa di non stare "resistendo" ma di stare "valutando cosa fare", decisione che potrebbe essere presa direttamente in Consiglio Federale.
"Non temo l'espulsione, vedremo - aggiunge Rosi Mauro, che ribadisce - Per quello che mi riguarda sono in regola, non ho mai preso un euro, non ho mai usato un euro per fini personali", concludendo amaramente: "Mi fa paura questo Paese in cui non si ha la possibilità di difendersi".

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