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Pacchetto sicurezza: WiFi libero ma impronte digitali per tutti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il pacchetto sicurezza che prevede, tra le altre norme, la liberalizzazione dei collegamenti WiFi e l'introduzione della carta d'identità elettronica, con relativa schedatura attraverso le impronte digitali di ogni cittadino italiano.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il proprio via libera al nuovo pacchetto sicurezza messo a punto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, composto da un decreto legge e da un disegno di legge. "Visto che il provvedimento non procedeva in Parlamento abbiamo deciso di riapprovarlo", afferma al termine della seduta Silvio Berlusconi, precisando per questo motivo di aver aggiunto la norma sul reato di prostituzione. Per chi infatti sarà costretto a prostituirsi in strada, per adesso non sembra che si parli di chi invece lo fa "in privato", verrà applicato il foglio di via.
Nel pacchetto sicurezza vi è poi "la liberalizzazione dei collegamenti WiFi attraverso gli smartphone", come aveva affermato il Ministro Maroni dopo la sua visita ad Israele dove aveva incontrato il responsabile dell'antiterrorismo di Gerusalemme. Dal 1 gennaio, quindi, chiunque si potrà collegare liberamente, senza le restrizioni introdotte 5 anni fa dalla legge Pisanu. Per molti una vittoria delle libertà, per altri semplicemente la legge Pisanu stava andando a "cozzare con interessi trend e mode che sono semplicemente più forti di qualsiasi legge che non sia quella di mercato", come scriveva ad inizi ottobre la nostra Filomena Darelli (http://tinyurl.com/2uvbrhv, oppure http://tinyurl.com/36fjafh). Il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, comunque, ci tiene subito a precisare che l'accesso libero al WiFi "potrebbe ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso internet".
Ma il pacchetto sicurezza prevede naturalmente nuove regole, come la reintroduzione dell'arresto in flagranza differita e cioè "entro 48 ore dalla fine della manifestazione sportiva si può procedere all'arresto di chi ha compiuto atti di violenza sulla scorta delle riprese video", spiega lo stesso Maroni.
Si introduce poi l'espulsione anche per cittadini comunitari che soggiorneranno nel nostro Paese oltre i 90 giorni senza avere i requisiti previsti dalla normativa europea. La norma è stata inserita nel disegno di legge e non nel decreto legge perché, precisa Maroni, il governo notificherà "la proposta alla Comunità Europea per sapere se la commissione è d'accordo o meno".
Tra le tante novità il pacchetto predeve quello che il governo italiano, ormai da anni, sta cercando di introdurre, e cioè la carta d'identità elettronica fin da quando si nasce e la schedatura attraverso le impronte digitali di ogni cittadino italiano. Un paio di anni fa erano montate molte polemiche, giustamente, perché vi era la proposta di introdurre una banca dati delle impronte per gli extracomunitari, cioè "rilievi dattiloscopici, con modalità informatiche". Una proposta che aveva un sapore discriminatorio e quindi da quel momento si è pensato che sarebbe stato meglio prenderle a tutti.
Con l'introduzione della carta d'identità elettronica e "attraverso la registrazione delle impronte digitali nei comuni - spiega il ministro Maroni - speriamo di arrivare anche prima della fine della legislatura all'utilizzo completo di questo nuovo strumento". Tutto questo, naturalmente, solo per "utilizzare questo documento per il voto elettronico".

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