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Maroni: se Bossi si ricandida lo appoggio. Ora guardare i conti

Roberto Maroni rivela la grande commozione nel momento in cui Umberto Bossi ha annunciato le sue dimissioni, ribadendo che è giunto il momento di fare pulizia.

L'ex ministro dell'Interno commenta all'Ansa la decisione di Umberto Bossi di dimettersi (..) da segretario della Lega Nord, nominando provvisioriamente a capo del Carroccio Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Manuela Dal Lago, fino al Congresso Federale che si svolgerà entro il prossimo autunno.
"Umberto se deciderai di ricandidarti al congresso federale questo autunno io ti sosterrò" avrebbe però detto Roberto Maroni a Bossi, rivelando che alla fine del Consiglio Federale tra i due ci sarebbe stato un "lungo abbraccio".
Roberto Maroni spiega che ora è quindi giunto il momento di "fare pulizia, andando a guardare i conti e aprendo tutti i cassetti", sottolineando come sia importante il fatto che "sia stato dato incarico a una società di revisione esterna per la verifica patrimoniale" della Lega Nord.
Ma non tutti sembrano propensi a credere, e sostenere, quello che potrebbe divenire il nuovo leader del Carroccio. Da una parte alcuni militanti che gridano "buffone" e "traditore" a Maroni, evidentemente più legati a quel "cerchio magico" che sembra però essersi ormai spezzato, a seguito dell'indagine sul tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito (http://is.gd/SPZRx1) che, secondo l'accusa, avrebbe destinato una parte dei soldi del movimento alla famiglia del Senatur.
Altri dubbi sul cambio di guardia nella Lega Nord arrivano dal PD, con l'europarlamentare Debora Serracchiani che commenta: "Nella faida che si sta consumando dentro la Lega qualcuno può avere la tentazione di pensare che Maroni è meglio di Bossi - precisando - Maroni si sta accreditando come la faccia pulita e presentabile della Lega, il cavaliere bianco che riporterà il partito alla purezza originaria. Ma questa è una favola scadente, dal momento che Maroni è stato fino a ieri fedelissimo e informatissimo membro dello stato maggiore del Carroccio e, dal Viminale, zelante propugnatore di tutti i provvedimenti derivanti dall'ideologia leghista, dall'assurdo reato di clandestinità ai respingimenti indiscriminati che ci hanno fatto condannare dall'Europa".
Per la Serracchiani, quindi, stanno andando "in scena gli ultimi atti di una banalissima lotta di successione, in cui la politica e le idee non c'entrano nulla, perché sotto i gestacci di Bossi o dietro gli occhiali modaioli di Maroni fermenta lo stesso populismo intollerante e straccione, lo stesso disinteresse per il bene reale dei loro elettori".

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