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Maroni: maggioranza non c'è più. Evitiamo di fare la fine di Prodi

Silvio Berlusconi assicura che la maggioranza ancora tiene, nonostante Gabriella Carlucci annuncia di lasciare il Pdl per passare all'Udc. E dall'alleato più forte del premier arriva un suggerimento, da parte di Roberto Maroni: "La maggioranza non c'è più ed è inutile accanirsi".

Mentre il senatore Giuseppe Pisanu, ancora formalmente nel Pdl, interveniva a Roma alla convention del Terzo Polo chiedendo a Berlusconi "di contribuire con il suo peso politico a contribuire a un governo di unità e salvezza nazionale" sottolineando che più il premier "si arrocca nella fortezza del Pdl e più cresceranno le sue reponsabilità per l'inasprimento della crisi", la maggioranza continuava a perdere pezzi. A lasciare il Popolo della libertà è la deputata Gabriella Carlucci, ma non per tornare al mondo dello spettacolo. La Carlucci, infatti, pur contribuendo "con passione alla crescita di Forza Italia dal 1994 nel campo delle attività culturali e dal 2001 in Puglia dove con spirito di servizio mi dedico, tra l'altro, alla cura dei problemi amministrativi del Comune di Margherita di Savoia dove sono Sindaco", decide di aderire all'Udc di Pier Ferdinando Casini perché, spiega sempre in una nota, prima di tutto è "un partito che fa parte del Ppe" e in secondo luogo perché spera che "i moderati possano trovare nuove strade". La Carlucci, infatti, ritiene che "un Governo di larghe intese possa essere l'unica soluzione per salvare il Paese". Non dello stesso avviso, però, Silvio Berlusconi che nel corso di un collegamento telefonico alla convention organizzata da Silvano Moffa spiega: "Nonostante le defezioni che io continuo a ritenere possano rientrare, noi siamo ancora maggioranza in Parlamento - assicurando - Abbiamo numeri certi che abbiamo certificato anche in queste ore". Ma saranno le prossime 48 ore a stabilire se le somme tirate sono esatte o meno, visto che martedì il governo sarà in Aula per il voto di fiducia sul rendiconto dello Stato. Per adesso, i soli voti certi sembrano essere quelli della Lega Nord, come assicura Roberto Maroni in una intervista a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio. "I problemi non vengono dalla Lega - precisa il ministro dell'Interno - le notizie sono di fughe dal Pdl", lanciando quindi un appello al segretario el Pdl Angelino Alfano: "Sono certo che lui si rende conto della gravità della situazione e mi auguro ci sia una iniziativa per evitare di arrivare in parlamento a fare la fine di Prodi". Al contrario di Berlusconi, infatti, il ministro Maroni pensa ormai che la maggioranza non ci sia più, spiegando che quindi "è inutile accanirsi". Maroni sottolinea quindi che a questo punto "bisogna capire come uscire perché ci sono delle risposte da dare" ricordando che "ci sono degli impegni che questo governo ha preso con l'UE con delle scadenze fisse che devono essere rispettate". "O il governo e questa maggioranza sono in grado di rispettare gli impegni presi con l'Unione europea - afferma il ministro leghista - oppure è meglio che dichiari che non riesce a farlo e dopo di che deciderà il presidente della Repubblica cosa accade". Roberto Maroni sembra comunque concordare con Berlusconi sul fatto che sarebbe preferibile il voto anticipato. "Non credo a esecutivi tecnici con un premier fantoccio e nemmeno alle larghe intese. La volontà popolare non può essere commissariata e non possiamo lasciare l'Italia a Bersani, Vendola e Di Pietro" ha infatti sottolineato ancora una volta Berlusconi, e anche Maroni spiega: "Per noi non è possibile una maggioranza diversa da quella uscita dalle elezioni. Bisogna tornare dagli elettori e chiedere loro da chi vogliono essere governati. Se in Parlamento c'è una diversa maggioranza possibile si esprimerà, ma noi non siamo disponibili". Insomma, la tensione per il voto di martedì sul rendiconto è ormai palpabile, con Pier Luigi Bersani che avvisa che il compito delle opposizioni sarà quello di "creare un momento di verità". "Noi daremo l'occasione parlamentare perché chi pensa che non si può andare avanti così, lo dica chiaramente avanti al Paese" annuncia il leader del PD.

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