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Maroni; arrivata lettera ai Prefetti: sospendere assegnazioni migranti

E' giunta ai Prefetti della Lombardia la lettera inviata da Roberto Maroni che chiede "di sospendere le assegnazioni dei migranti nei Comuni lombardi in attesa che il Governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque, condivise e idonee, che garantiscano condizioni reali di legalità e sicurezza".

Arrivata ai prefetti la lettera annunciata di Roberto Maroni che chiede "di sospendere le assegnazioni (dei migranti, ndr) nei Comuni lombardi in attesa che il Governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque, condivise e idonee, che garantiscano condizioni reali di legalità e sicurezza". Il governatore Maroni ricorda quindi che stando ai dati del Viminale "la Lombardia è la terza regione italiana, dopo Sicilia e Lazio, come percentuale di presenze di immigrati nelle strutture di accoglienza" rammentando anche che "in Lombardia vive già oltre un quinto degli immigrati regolari presenti in Italia, molti dei quali in cerca di lavoro". Per Roberto Maroni, quindi, "è impensabile inviare in Lombardia altri immigrati prima di aver riequilibrato la distribuzione". Per l'ex ministro degli Interni "la soluzione al problema dell'immigrazione clandestina - componente preponderante anche dell'ondata di arrivi di quest'anno - resta il blocco delle partenze dalle coste africane, attraverso il coinvolgimento dell'UE, dell'ONU e di tutta la comunità internazionale". La posizione del governo contro la decisione di Roberto Maroni, che ha minacciato di tagliare i finanziamenti regionali ai sindaci lombardi che accolgono nuovi migranti, non sembra però mutare. Matteo Renzi annuncia che inserirà nella legge di stabilirà incentivi per i Comuni che ospiteranno i migranti mentre il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dichiara: "Farò ciò che fece lui al mio posto e chiederò ai sindaci ciò che ha chiesto lui il 30 Marzo del 2011 in piena emergenza immigrazione. Lui ha oggi gli stessi poteri e gli stessi doveri che avevano i Presidenti delle Regioni quando parlavano con l'allora Ministro dell'Interno Roberto Maroni».

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