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Maroni a Berlusconi: su bombe Libia passaggio parlamentare inevitabile

Napolitano afferma che gli imminenti bombardamenti da parte dell'Italia sulla Libia costituiscono "il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo". Non dello stesso avviso, però, il ministro Maroni, che sottolinea come il passaggio parlamentare sia "inevitabile".

"Il governo è in pericolo se non fa quello che deve fare, se fa cose contrarie al sentire comune e alle nostre valutazioni" afferma secco il ministro dell'Interno Roberto Maroni, tornando sulla questione dei bombardamenti in Libia, decisione presa, sembra sempre più di capire, solamente da Silvio Berlusconi. Dalle pagine della Padania, infatti, Umberto Bossi afferma che "il Consiglio dei ministri non ha mai detto sì ai bombardamenti" e mentre il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, afferma che la decisione di bombardare la Libia "costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio Supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento", Roberto Maroni sottolinea invece come il passaggio parlamentare sulla questione Libia sia "inevitabile, visto che sono state presentate delle mozioni" e la Lega Nord "non ne è certamente contraria". "Siamo rimasti sorpresi perché nell'ultimo Consiglio dei ministri Berlusconi era contrario ai bombardamenti - aggiunge Maroni - Noi non cambiano idea da un giorno all'altro. I bombardamenti intelligenti, per definizione, non esistono". Il ministro dell'Interno conclude ribadendo che la Lega Nord è "contro la guerra e contro le bombe. Dopodiché ci sarà un dibattito in Parlamento, li vedremo, sentiremo, valuteremo, decideremo". Intanto il ministro della Difesa Ignazio La Russa comunica, davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, che aerei e equipaggi italiani sono ormai pronti in azioni di bombardamento sulla Libia e "saranno messi a disposizione della NATO per essere impiegati". La Russa specifica che "saranno sempre 12, come adesso, i velivoli italiani messi a disposizione della NATO per le operazioni militari in Libia, ma 8 di questi potranno bombardare o lanciare i missili di cui sono dotati" aggiungendo anche che "a giorni l'Italia invierà in Libia 10 istruttori militari da inserire nella costituenda struttura di comando del CNT, insieme a un pari numero di istruttori inglesi e francesi".

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