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Maroni: UE salva banche e fa guerre ma su immigrati l'Italia è sola

Il Ministro degli Interni Roberto Maroni non sembra affatto uscito soddisfatto dal Consiglio dell'Unione europea su Giustizia e Affari interni affermando che l'Europa avrebbe sostenuto, in merito all'emergenza immigrazione: "Cara Italia devi pensarci tu perché la Tunisia è vicina all'Italia".

Il Ministro degli Interni Roberto Maroni non sembra affatto uscito soddisfatto dal Consiglio dell'Unione europea su Giustizia e Affari interni, svoltosi ieri a Lussemburgo, e a margine del vertice non manca di ripetere ai giornalisti presenti che gli altri Stati membri dell'Europa praticamente avrebbero sostenuto, in merito all'emergenza immigrazione: "Cara Italia devi pensarci tu perché la Tunisia è vicina all'Italia". Una risposta che, se fosse vera, sembrerebbe evidenziare tutta la nostra "credibilità" in sede europea. Maroni con i giornalisti si lamenta del fatto che "noi abbiamo espresso solidarietà quando c'è stata la crisi economica nei confronti della Grecia, del Portogallo e dell'Irlanda" ma che "di fronte a questa crisi sociale e geopolitica, la risposta dei governi è 'Cara Italia sono affari tuoi e devi fare da sola'". Roberto Maroni torna a dire, come già in questi ultimi giorni altri esponenti politici del governo hanno fatto, "se davvero abbia un senso continuare in questa posizione, far parte dell'Unione Europea, una istituzione che si attiva subito per salvare le banche, per dichiarare guerra" ma che "quando c'è da esprimere solidarietà concretamente ad un Paese in difficoltà, come è oggi l'Italia, si nasconde". Il ministro, perseverando, sottolinea ancora che "noi abbiamo fatto un accordo bilaterale, abbiamo dato una linea di credito alla Tunisia di 150 milioni di euro, abbiamo fatto un accordo per i rimpatri, forniamo mezzi, auto, navi alla polizia tunisina, siamo l'unico Paese dell'Unione europea che si è attivato - concludendo - E mi pare che se la risposta dell'Europa è questa, francamente 'meglio soli che male accompagnati'. Roberto Maroni tocca anche l'argomento dei permessi di soggiorno temporanei, raccontando che "durante la colazione, tra il secondo il dessert e il caffè" nessuno avrebbe "eccepito" sul fatto "che siano contrari alle normative europee". "Gli Stati membri hanno detto 'Controlleremo che siano applicati tutti i requisiti previsti dalle direttive europee e dalla direttiva Schengen', cosa che noi non abbiamo mai messo in discussione - spiaga Maroni - ma nessuno ha detto 'Non sono validi perché sono contrari all'accordo di Schengen' " ribadendo che quindi il provvedimento "è valido, sarà attuato, secondo le modalità e i tempi che abbiamo previsto".

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