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Lega Nord: Belsito ordinò dossier su Maroni. Bossi sapeva?

Un dossier su Roberto Maroni. E' l'ultimo colpo di scena della saga (giudiziaria) leghista. Ad ordinarlo sarebbe stato Belsito, forse pagandolo con i soldi del Carroccio. Maroni tuona: "Pretendo di sapere se davvero qualcuno all'interno della Lega Nord mi ha spiato".

Continuano i colpi di scena della saga (giudiziaria) leghista. Mentre il partito ratificava l'espulsione di Rosy Mauro avvenuta pochi giorni fa, fonti all'interno dell'ambiente giudiziario rivelavano come l'ex tesoriere del Carroccio indagato con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e appropriazione indebita, Francesco Belsito (http://is.gd/SPZRx1) avrebbe fatto trovare direttamente nella sede di via Bellerio cinque chili di lingotti d'oro, 11 diamanti (dal valore circa di 200mila euro) e l'auto in uso al figlio di Umberto Bossi, il Trota.
E mentre Roberto Maroni assicura che tutte le risorse che verranno recuperate "da questi investimenti un po' azzardati, a partire dai lingotti d'oro recuperati" saranno destinate ai militanti, Panorama rivela come Belsito avrebbe preparato un dossier sull'ex ministro dell'Interno.
Panorama (reportage completo in edicola dal 19 aprile) anticipa che l'ex tesoriere Francesco Belsito avrebbe incaricato nel gennaio scorso un detective privato per indagare sulla vita, e soprattutto sugli affari, di Roberto Maroni.
L'indagine, sempre stando a quanto riporta il settimanale, forse sarebbe stata pagata con i soldi della Lega Nord, ma fatto ancor più rilevante, almeno dal punto di vista politico, è che sarebbero stati a conoscenza del dossier vertici del Carroccio.
"Non appena ho capito chi fossero i miei nemici (dentro alla Lega Nord, ndr di Panorama), ho deciso di fare un po' di ricerche su quelli che sostengono di essere 'trasparenti', 'puliti' e 'corretti'. Presto ognuno dovrà assumersi le prorpie responsabilità" spiega Belsito a Panorama, che quando gli domanda se Umberto Bossi era a conoscenza del dossier risponde (come riporta l'Adnkronos): "Gli ho detto che mi sentivo accerchiato e che stavo cercando di capire alcune cose su Maroni. Se mi ha scoraggiato? In realtà non mi ha detto niente".
Roberto Maroni sembra aver già visto il dossier, presumibilmente acquisito dagli inquirenti, precisando prima di tutto come sia "ridicolo" perché "basato su cose inventate e inverosimili. E' stato fatto per screditarmi. Comunque il contenuto non mi importa, voglio capire cosa ci sia dietro".
Su Facebook il "triumviro" Maroni tuona infatti: "Pretendo di sapere se davvero qualcuno all'interno della Lega mi ha spiato. Sia chiaro non mi fermerò fino a quando gli eventuali colpevoli non saranno cacciati. Altrimenti me ne andrò via io: non resterò nemmeno un minuto in più se, una volta accertate le responsabilità, non se ne andranno tutti i colpevoli. A tutti i livelli. E pazienza - aggiunge l'ex ministro dell'Interno - se dovessi scoprire altre amare verità, se cioè dovessi scoprire di essere stato tradito da un amico o da un presunto amico: non ci saranno sconti per nessuno".
Il dossieraggio su Maroni si baserebbe principalmente su tre imbarcazioni che, secondo gli investigatori assoldati da Belsito, potrebbero essere riconducibili all'ex ministro dell'Interno. Stando alle rivelazioni di Panorama, una delle tre barche, un motoscafo, sarebbe stato trasferito a Portorose, in Slovenia, ma Roberto Maroni spiega al settimanale, non senza un po' di ironia, di aver tenuto invece "per tre anni ormeggiato il suo natante a Portorosa, in Sicilia".

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