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Caso Ruby, Fiorillo: se nipote di Mubarak io sono Nefertiti

Il pm Anna Maria Fiorillo ha un "ricordo ancora vivo di quella notte così agitata", affermando che ci sono cose non vere dette da Roberto Maroni sul caso Ruby e che parla perché "sul rispetto delle leggi" ha "fatto un giuramento", come racconta a La Repubblica.

Oggi il comitato di presidenza del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) si riunirà per decidere a quale Commissione assegnare la questione sollecitata dalla lettera inviatagli dal pm Anna Maria Fiorillo in merito al caso Ruby. La Fiorillo era il magistrato di turno presso il Tribunale dei Minori la notte tra il 27 e 28 maggio, quando fu fermata la minorenne marocchina, e sostiene che ci sarebbero delle "discrepanze" tra quanto ricorda lei e quanto riferito dal Ministro Roberto Maroni al Parlamento. Maroni sostiene che l'affidamento di Ruby al consigliere regionale Nicole Minetti fu effettuato seguendo le corrette procedure, mentre la Fiorillo sostiene di non aver "mai dato quell'autorizzazione", come ribadisce oggi in una intervista a La Repubblica.
Anna Maria Fiorillo spiega che ha ancora un "ricordo ancora vivo di quella notte così agitata", durante la quale ci sono state "sei o sette telefonate" e che quindi, quando ha sentito Maroni sostenere che lei avrebbe "dato il consenso all'affidamento alla Minetti" è letteralmente "sobbalzata".
"Non mi è sembrato possibile che un Ministro vada in Parlamento a dire queste cose. Io che ero là non posso permetterlo", afferma il pm, che specifica che è stata solo sua l'iniziativa di rivolgersi al CSM è che: "Non ho rapporti negativi con il sistema, o i colleghi, non mi sento in conflitto. E non sto a badare alla politica, o al governo che cade o resta".
Ma il magistrato ricorda che "sul rispetto delle leggi" ha "fatto un giuramento" e che "non basta non commettere ingiustizia, ma bisogna opporsi all'ingiustizia", perché prima di "considerare tutti gli equilibri del sistema" bisogna porsi la domanda: "Io, nella mia vita, che cosa sto facendo?".
E la Fiorillo sembra che stia cercando di ristabilire la verità degli eventi. Il magistrato spiega sempre a La Repubblica che per esempio non le fu mai riferito che a chiamare personalmente in questura fu Silvio Berlusconi e che quando le dissero che Ruby era la nipote del Presidente egiziano Mubarak lei rispose: "E io sono Nefertiti, la regina del Nilo - aggiungendo - Se è proprio così, che facciano mandare una conferma scritta dall'ambasciata egiziana".
Anna Maria Fiorillo spiega anche che a farla insospettire fu "l'espressione che hanno usato per riferirsi alla Minetti".
"Credo che l'abbiano definita 'consigliera presidenziale' o qualcosa del genere - spiega a La Repubblica - Al che io risposto: 'Scusi, io per un po' di tempo ho insegnato anche diritto costituzionale alle superiori, questa carica non l'ho mai sentita prima' ".
Infine il pm racconta che in merito "alla ricostruzione di Maroni, c'è un'altra cosa che non è vera" e cioè quando "ha detto che gli atti di quella notte ci sono stati trasmessi".
La Fiorillo spiega infatti che "in realtà, sono arrivati con moltissimo ritardo, dopo giorni, e dopo che Ruby s'era picchiata con la brasiliana - concludendo - Altrimenti, non sarebbero arrivati mai, temo".

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