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Caso Ruby, Fiorillo: Maroni in Parlamento ha calpestato la verità

Anna Maria Fiorillo afferma che "Maroni è andato in Parlamento a calpestare la verità" aggiungendo che questo non lo può permettere. Secondo il pm la sua unica colpa e non aver rassicurato la Iafrate, ma il commissario replica: "La Fiorillo si ricorda male".

Anna Maria Fiorillo continua a ribadire che ci sono delle "discrepanze" tra i fatti successi la notte in cui Ruby fu fermata e portata alla questura di Milano e quelli raccontati al Parlamento da Roberto Maroni.
Secondo il pm del Tribunali dei Minori, che era di turno quella notta tra il 27 e 28 maggio scorsi, "Maroni è andato in Parlamento a calpestare la verità - afferma all'Ansa, aggiungendo - e questo non lo posso permettere".
"Hanno aggirato le mie disposizioni" continua il magistrato, che sostiene (e non da ora) che quella notte decise di affidare la giovane Ruby non a Nicole Minetti ma ad una comunità oppure, in caso non ci fosse stato posto, di tenerla in questura.
Da quanto raccontato a La Repubblica, il pm Fiorillo non ha creduto neppure un istante al fatto che Ruby potesse essere la nipote di Mubarak e spiega che se ha commesso un errore è stato nel fatto di non aver "rassicurato la funzionaria che se ne occupava, la dottoressa Iafrate".
"Era tutta irrigidita, parlava come se recitasse seguendo un copione. Sembrava combattuta - racconta al quotidiano La Repubblica - Avrei dovuto dirle: 'Non ti preoccupare, parlo io con il tuo superiore', per comprendere meglio che cosa stesse succedendo. E invece con lei ho usato toni forti. Ho pensato: 'Come si permette di essere così testarda? Si assumerà tutte le responsabilità'. Non ho fatto un'analisi psicologica e ora me ne pento, perché quella notte lei dev'essere stata molto male. Si capisce che hanno mandato avanti lei".
Il commissario Giorgia Iafrate però replica immediatamente a quanto affermato dalla Fiorillo: "Evidentemente ricorda male. Lei era d'accordo. Io invece ricordo benissimo e non cambio una virgola di quanto già detto. Ho seguito la prassi, come ogni notte", spiega a Il Messagero.
Secondo la Iafrate non ci sarebbero state neanche delle pressioni da parte della Presidenza del Consiglio spiegando: "Nessuno mi ha mai detto di rilasciarla. L'unica sollecitazione fu quella di fare presto. Ma sempre nel rispetto della prassi - concludendo -Tra l'altro a prendere la ragazza venne un consigliere regionale, Nicole Minetti, una persona che offriva valide garanzie".
Il pm Fiorillo non è convinta neanche del fatto che si sia cercato di trovare un posto in una comunità per Ruby: "Quella notte i posti disponibili in comunità c'erano, eccome. Una vera balla. Non è mai stata avviata una richiesta del genere", sostiene a La Repubblica.
Per il commissario Iafrate invece in comunità "a quell'ora non risponde mai nessuno. Già dopo le 17 è difficile trovare qualcuno", racconta a Il Messagero.

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