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M5S, Fico al governo: non c'è ombra di bonifica a Napoli Est

"Metalli pesanti, idrocarburi nel terreno, nel sottosuolo, nelle falde idriche. Il tutto certificato durante le conferenze di servizio tenutesi presso il Ministero dello Sviluppo economico già nel 2013. Napoli est è una bomba ecologica e un'emergenza sanitaria insieme" denuncia Roberto Fico del MoVimento 5 Stelle in una interrogazione urgente al governo.

"Metalli pesanti, idrocarburi nel terreno, nel sottosuolo, nelle falde idriche. Il tutto certificato durante le conferenze di servizio tenutesi presso il Ministero dello Sviluppo economico già nel 2013. Napoli est, ex zona di raffinerie e oggi mega deposito di carburanti, periferia densamente abitata, è una bomba ecologica e un'emergenza sanitaria insieme: un Sin, sito di interesse nazionale, abbandonato a se stesso" denuncia in una nota Il gruppo alla Camera del MoVimento 5 Stelle. Oggi il pentastellato Roberto Fico ha presentato una interpellanza urgente (al link pagina 17) durante la quale ribadisce che "da decenni l'aria, l'acqua e il suolo dei quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra e buona parte della periferia orientale della città di Napoli sono avvelenati. - aggiungendo - Nei terreni e nelle falde acquifere si annidano sostanze pericolosissime, come cromo esavalente, piombo, nichel, arsenico e mercurio per citarne solo alcune. L'aria è irrespirabile, soprattutto di notte, a causa della pulizia dei silos dei depositi di prodotti petroliferi presenti nella zona. L'acqua dei rubinetti talvolta fuoriesce oleosa e nera, come è avvenuto nei giorni tra novembre e dicembre del 2015, senza che alcuna autorità o istituzione preposta abbia fornito ai cittadini una spiegazione dell'accaduto".

Fico sottolinea inoltre che "pure in mancanza di dati e statistiche ufficiali, noi sappiamo che l'incidenza dei tumori, anche fra giovani e giovanissimi, nell'area di San Giovanni a Teduccio è fortissima, oltre qualsiasi ragionevole soglia, come del resto qualunque residente della zona ha potuto, per dolorosa esperienza diretta costatare". Nell'interpellanza il M5S chiede quindi al governo "di attivare urgentemente uno screening sanitario nel quartiere di San Giovanni a Teduccio" e di "superare il concetto di parcellizzazione degli interventi di bonifica ipotizzati fino ad ora e mai partiti" perché "dare definitivo impulso alla bonifica del SIN Napoli Orientale costituisce la precondizione essenziale per sottrarre le future generazioni al rischio di sviluppare patologia neoplastiche strettamente connesse all'inquinamento dell'aria, del suolo e della falda acquifera di quest'angolo martoriato del capoluogo campano".

Roberto Fico chiede inoltre all'esecutivo "in ossequio al principio della trasparenza dell'azione pubblica in materia ambientale sancito dalla Convezione di Aarhus" di "fornire ai cittadini, anche nei siti internet della Sogesid e del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, tutti i dati relativi al SIN 'Napoli Orientale' nonché tutti gli atti, lo stato di avanzamento e le stime della conclusione dei singoli interventi di bonifica e messa in sicurezza". Il M5S chiede infine che vengano resi pubblici i dati in merito alle "risorse fino ad oggi assicurate alla Sogesid per interventi di bonifica mai realizzati, in alcuni casi neppure progettati, e quante risorse la società pubblica abbia a sua volta appaltato a terzi".

A rispondere è la sottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare Silvia Velo (PD) la quale, oltre ad elencare i fondi erogati per le boniche e gli accordi sottoscritti per attuarle, specifica: "Circa la necessità di arrivare ad uno screening sanitario nell'area di San Giovanni a Teduccio, si comunica che l'Istituto Superiore di Sanità, nell'ambito del 'decreto Terra dei Fuochi' del 2014, ha fornito alla regione Campania i criteri con cui dovrebbero essere effettuati detti screening. L'attivazione degli stessi è in capo, però, alla competenza regionale".

Roberto Fico non è però apparso soddisfatto della risposta dalla quale si evice che "manca la volontà politica di affrontare e risolvere la questione, è sotto gli occhi di tutti". Il pentastellato osserva inoltre che "dei 10 milioni di euro resi disponibili da un accordo di programma del lontano 2007 sono stati spesi poco meno di 2 milioni, di cui 500 mila all'Ispra e 1,2 alla Sogesid. - e domanda - Ma spesi come? Non c'è l'ombra di un intervento di bonifica e migliaia di cittadini continuano a vivono in condizioni ambientali e sanitarie drammatiche". "E' da 30 anni che i cittadini di Napoli aspettano risposte ed è ora che si intervenga in modo incisivo e definitivo" conclude il deputato 5 Stelle.

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