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Sofisticazione alimentare non è più reato grazie a Calderoli

Calderoli con il lanciafiamme bruciò "375.000 LEGGI INUTILI" ma nel rogo si è carbonizzata anche "La legge numero 283 del 30 aprile 1962 sulla Tutela degli alimenti". Sofisticare gli alimenti "non è più reato", una liberazione per la camorra, da poco denunciata da WikiLeaks.

Ieri il TG7 di Mentana ha dato una notizia che la famiglia italiana riunita a tavola, ha potuto davvero gustare.
Nel servizo di Filippo Pirillo si vedevano mozzarelle ammuffite, carabinieri dei NAS, frutta marcia, corpo forestale dello Stato e poi...e poi il Ministro Calderoli che, con un'ascia da pompiere e un piccolo "lanciafiamme" si avvicinava per il suo famoso show neroniano.
Per chi non lo avesse presente Calderoli in tenuta casual (jeans e giubbotto di pelle) dava fuoco ad un muro di cartone su cui campeggiava "375.000 LEGGI INUTILI".
La famiglia italiana aguzza le orecchie e sente il giornalista del TG7 che commenta (http://tinyurl.com/4s4q6gc): "C'era una volta la tutela della Salute pubblica. La legge numero 283 del 30 aprile 1962 sulla Tutela degli alimenti, che prevedeva pene come l'arresto da tre mesi ad un anno o multe fino a 46mila euro, non esiste più da metà dicembre 2010. Grazie all'entrata in vigore della semplificazione 'taglia leggi', operata dal ministro Roberto Calderoli, non esistono più i reati che erano contemplati".
Segue una lista nutrita di tutte le sofisticazioni alimentari che oggi sono permesse "per mancanza di legge".
Nella mente della famiglia, soprattutto in quella di Nonno Benito, partigiano nonostante l'evocativo nome, Calderoli stavolta ha bruciato una legge utile, anzi, indispensabile.
Così a cena l'enorme zia Pina ha guardato il suo pollo (magari alla diossina) con occhi diversi, zì Michele ha centellinato il parmigiano (magari con escrementi di topo) nel suo brodo, papà Pietro ha spostato il piatto con la caprese (con piccoli riflessi blu), Mamma Sandra ha solo assaggiato la ricottina light (leggermente rosa), Ludovica ha sputato sul piatto il suo cetriolo (al piombo).
Tutti infatti si sono improvvisamente ricordati che la sofisticazione alimentare nel Bel Paese è cosa di tutti i giorni, anche perché il piccolo Piersilvio, l'intellettuale "smanettone" di famiglia, aveva già avvisato tutti che WikiLeaks aveva denunciato pochi giorni fa che la camorra importa in Italia cibi avvelenati per farli mangiare ai compaesani (leggi "WikiLeaks: camorra importa cibi tossici. USA sapeva, l'Italia no?" http://tinyurl.com/654674x).
Ora la "legge numero 283 del 30 aprile 1962 sulla Tutela degli alimenti" non esiste più e il disegno di legge promesso da Ferruccio Fazio sull'etichettatura (per cercare di fermare l'emergenza di polli e maiali alla diossina) servirà come "il due di picche quando regna bastoni" come dice Nonno Benito (che mangia solo verdure coltivate nell'orto "di guerra").
Il Ministro della Salute comunque è stato avvisato da Raffaele Guariniello, il famoso procuratore di Torino, che ha scoperto di non avere più, per via della cancellazione della norma, nessuna arma contro i cibi avvelenati.

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