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Benigni a Sanremo: "dov'è la vittoria sembra scritto dal PD"

Benigni a Sanremo 2011 costruisce una "trasmissione nella trasmissione" e con il suo monologo fa ridere e commuove gli italiani che ancora si chiedono che cosa significhi "esegesi" dell'Inno di Mameli.

Benigni arriva a Sanremo con un cavallo bianco per un monologo fiume che durerà oltre 50 minuti, praticamente quanto una trasmissione televisiva, forse per far dimenticare le polemiche sul "costo" dell'attore sopra il palco dell'Ariston.
Un Benigni in grande forma che ha confermato di essere un mattatore della comicità che continua a "resistere" ai tempi moderni. Chiamato per fare l'esegesi dell'Inno di Mameli (anche se la maggioranza degli italiani ignorano il significato del termine, questa forse è la cosa più comica) si è esibito nelle sue stoccate (ma sempre con il gommino sulla punta) verso Berlusconi.
Ad esempio sul cavallo con cui si è presentato sventolando la bandiera italiana ha detto "Avevo qualche dubbio a venire a cavallo perché per i cavalieri è un periodo poco felice" e prende spunto da Gianni Morandi e sulla sua flemma da "eterno ragazzo" per dare la botta al cerchio: "Mi piace lo stile di Morandi, gli possono fare qualunque sopruso e non reagisce" e continua "il prossimo festival lo facciamo presentare a Bersani" e canticchiando l'Inno di Mameli si sofferma su "dov'è la vittoria sembra scritto dal PD".
Nella prima parte del suo monologo Benigni fa finta di non "riuscire" a parlare dei 150 anni dell'Unità d'Italia perché la storia, che si ripete, ha dei riferimenti "attuali" che inevitabilmente portano alla situazione politica odierna. Nella seconda parte Benigni invece diventa serio ed appassionato "esegeta" dei 150 anni dell'Unità d'Italia per concludere con l'Inno di Mameli "sussurrato" da un giovane ragazzo al fronte, contemporaneo di Goffredo Mameli.
Le battute che rimarranno negli annali probabilmente saranno quella sulla Cinquetti: "150 anni per una nazione che volete che sono, è una bambina... una minorenne, 'sta storia delle minorenni è nata a Sanremo con la Cinquetti, si è spacciata per la nipote di Claudio Villa".
Benigni non poteva non citare Ruby Rubacuori e la storia della "nipote di Mubarak": "Bastava andare all'anagrafe in Egitto e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori". Senza dimenticare le esilaranti "Cavour è stato il secondo più grande premier della storia, poi ci fu un piccolo scandalo, lo beccarono con la nipote di Metternich" e "la prima capitale è stata Torino poi fu spostata a Detroit".

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