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Libia, Pinotti: droni USA non partiti da Sigonella ma Italia pronta a concedere basi

Da tre giorni gli Stati Uniti compiono raid in Libia contro le postazioni ISIS a Sirte. Durante il question time il ministro della Difesa Roberta Pinotti chiarisce che i droni USA non sono partiti da Sigonella ma anticipa che "il governo è pronto a considerare positivamente un eventuale utilizzo delle basi e degli spazi aerei nazionali a supporto dell'operazione".

E' dall'inizio dell'anno che il ministro della Difesa Roberta Pinotta assicura che l'Italia è pronta a scendere in guerra al fianco di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna per fermare l'avanzata dello Stato Islamico in Libia. A febbraio la Pinotti aveva infatti dichiarato che "l'Italia è pronta a guidare in Libia una coalizione di paesi dell'area, europei e dell'Africa del Nord, per fermare l'avanzata del Califfato" precisando anche che "la nostra missione può essere significativa e impegnativa, anche numericamente".

Il ministro della Difesa vede infatti quella in Libia "come una seconda missione dei Balcani" dove sono stati inviati "decine di migliaia di uomini". Nel frattempo, si era prospettata l'ipotesi di inviare circa 3mila soldati italiani in Libia che però avrebbero seguito "la catena di comando dei servizi segreti" per evitare un passaggio in Parlamento.

Intanto, tre giorni fa a bombardare la Libia ci hanno pensato gli americani, perché chiamati ad intervenire dal governo di unità nazionale libico guidato dal premier Fayez al-Sarraj. Il leader del Parlamento di Tobruk però bolla i raid USA contro le postazioni ISIS a Sirte come "incostituzionali" ricordando in una intervista a Sky News Arabiya: "Le decisioni prese dal governo di unità nazionale libico sono una violazione della Costituzione e dell'accordo politico".

Anche il Cremlino considera "illegali" i bombardamenti degli Stati Uniti perché, spiega l'ambasciatore russo in Libia, prima serviva "una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU" anche se a stretto giro dal Palazzo di Vetro di New York viene specificato che l'intervento americano è legittimo in quanto "richiesto dal governo di unità nazionale" che però, è bene ricordare, non ha ottenuto ancora la fiducia dei deputati di Tobruk.

C'è però chi comincia a domandarsi da dove siano decollati i droni che da tre giorni effettuano bombardamenti attorno a Sirte. "Questi aerei da guerra sono probabilmente decollati da una nave di stanza nel Mediterraneo o da una base di Sigonella situata in Italia" ipotizza il generale Mohamed al Ghosari, portavoce dell'operazione "Bunian al Marsus", intervistato dal quotidiano panarabo Asharq al Awsat.

Durante il question time odierno alla Camera però Roberta Pinotti chiarisce che "l'operazione non ha finora interessato l'Italia né logisticamente né per il sorvolo del territorio nazionale". Il ministro della Difesa precisa però che "il governo mantiene aperta una linea di dialogo diretta e assidua sia con la controparte libica sia con gli alleati americani per verificare lo sviluppo dell'operazione e le eventuali esigenze di supporto indiretto" anticipando che "in tale ottica, il governo è pronto a considerare positivamente un eventuale utilizzo delle basi e degli spazi aerei nazionali a supporto dell'operazione, dovesse tale evenienza essere ritenuta funzionale ad una più efficace e rapida conclusione dell'azione in corso". Ovviamente, prima dovrà esserci un passaggio in Parlamento.

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