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Terremoto ha fermato 46mile imprese: se non riparte la metà territorio muore

Rete Imprese Italia in audizione presso la Commissione Industria del Senato riferisce sui danni del terremoto.

"Il sisma di agosto e di ottobre 2016 ha colpito 46.000 imprese, provocando una perdita di fatturato che, per il 2017, si attesta a 7,6 miliardi di euro, pari al 47% in meno rispetto ad agosto dello scorso anno", riferisce Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, intervenuto, a nome di Rete Imprese Italia, ad un'audizione presso la Commissione Industria del Senato sugli effetti del terremoto e del maltempo sulle imprese e il sistema produttivo.

"Rete Imprese Italia ha segnalato l'urgenza di definire entro i prossimi 6 mesi un piano di ricostruzione caratterizzato da una visione complessiva e da una programmazione coordinata degli interventi sulla base delle esigenze del territorio e delle imprese. Per consentire la ripresa delle attività economiche - si sottolinea dall'ente di categoria -, Rete Imprese Italia considera necessario ridurre la burocrazia e rafforzare il coordinamento tra le istituzioni e le Associazioni imprenditoriali al fine di rendere più efficaci e rapidi gli interventi, quali la concessione di contributi e l'erogazione di finanziamenti."

"Occorre dare priorità alla riapertura delle attività di vicinato e alla riattivazione delle piccole imprese per consentire la rigenerazione del tessuto sociale. Se nel 2017 non si riuscirà a far ripartire almeno metà delle imprese colpite - si riporta dall'associazione delle imprese -, si rischia la 'morte' dei territori investiti dal terremoto. Serve inoltre un intervento che consenta di tenere attive tutte quelle attività che oggi risentono di una perdita verticale del volume d'affari dovuta alla degenerazione complessiva dell'immagine di buona parte dell'Italia Centrale e che rischiano di chiudere".

"In particolare, gli esponenti di Rete Imprese Italia ritengono necessario istituire, sull'esempio di quanto realizzato in occasione del terremoto del 2012 in Emilia Romagna, 1 o più Zone Franche Urbane nei comuni colpiti dal sisma. - viene infine precisato - Inoltre, segnalano la necessità di ammortizzatori sociali straordinari a tutela della forza lavoro e, considerato il ripetersi delle scosse sismiche, ritengono necessario prorogare lo stato di emergenza fino a dicembre 2018. Tra le sollecitazioni di Rete Imprese Italia, anche la sospensione delle addizionali Irpef regionali e comunali e di eventuali imposte sostitutive."

© riproduzione riservata | online: | update: 16/02/2017

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