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Rete Imprese Italia: taglio Irap e Ires a vantaggio solo grandi aziende

Il presidente di Rete Imprese Italia, Massimo Vivoli, ha denunciato che sulle PMI c'è una pressione fiscale del 61% che sta causando la chiusura di 390 imprese al giorno. A causa della crisi, inoltre, sono stati bruciati in termini di PIL 230 miliardi di euro. Rete Imprese Italia chiede quindi una riforma che riduca sensibilmente la pressione fiscale e sottolinea che il taglio dell'Irap e dell'Ires fatto dal governo va soprattutto a vantaggio delle grandi imprese.

"I dati comunicati da Rete Imprese Italia sono allarmanti: 61% di pressione fiscale sulle aziende, 6 miliardi di costi della burocrazia, 390 imprese che chiudono ogni giorno. Numeri di un Paese in cui l'inadeguatezza della macchina statale rappresenta un grave ostacolo per chi vuole fare impresa e crede davvero nel proprio business" denuncia in una nota il senatore di Forza Italia Paolo Galimberti.
Nel corso dell'assemblea annuale, che si è svolta ieri, il presidente di Rete Imprese Italia, Massimo Vivoli, ha infatti ricordato che la crisi economica ha colpito con maggiore durezza la domanda interna, punto di riferimento per gran parte delle PMI. Le aziende quindi "si sono trovate schiacciate tra un mercato interno in stallo e l'aumento del prelievo fiscale, tra il crollo del credito e l'incremento del peso di adempimenti inutili e costosi" spiega Vivoli, sottolineando: "Se si fossero mantenuti i trend di crescita del periodo precedente alla grande recessione, fra il 2007 e il 2015 il PIL Italiano avrebbe cumulato un incremento superiore al 6%. Ed invece, abbiamo registrato una caduta del 9%. Una differenza del 15%, pari a 230 miliardi di euro bruciati dalla crisi".

A tutto questo si è aggiunto il peso insostenibile del fisco che "sulle PMI supera il 61%" e "in media, le sole imposte locali costano oltre 11mila euro l'anno". "Serve una riforma che riduca sensibilmente la pressione fiscale sui cittadini e su tutte le imprese, di qualsiasi dimensione esse siano. E che introduca la detraibilità delle spese per l'adeguamento alle nuove normative" afferma quindi il presidente di Rete Imprese Italia. Vivoli lamenta poi il fatto che "le scelte adottate dal governo in tema di fisco, con il taglio dell'Irap e del costo del lavoro hanno inciso in modo diseguale fra piccole e grandi imprese, a vantaggio evidente di queste ultime. Dello stesso taglio dell'Ires, provvedimento più che positivo confermato dal Def beneficeranno, infatti, soprattutto le imprese più strutturate".

"Finora il governo ha fatto poco e male per le piccole e medie imprese; - dichiara anche il forzista Galimberti - nei suoi provvedimenti le ha dimenticate o, peggio, sottovalutate. Una mancanza gravissima per un mondo che rappresenta l'ossatura del nostro sistema economico".
"Negli anni più bui della crisi, dal 2011 al 2015, il mondo delle piccole e medie imprese ha dato un impulso alla ripresa incrementando l'occupazione di 375mila posti di lavoro. - ricorda quindi il parlamentare - E' tempo che l'esecutivo smetta di vessare gli imprenditori italiani ed incominci a dare loro risposte concrete: alleggerire l'opprimente zavorra fiscale e burocratica e facilitare l'accesso al credito potrebbero essere i primi interventi da attuare. Fatti e non parole ma, si sa questo è il governo degli annunci e non il governo del fare".

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