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Report ci indica "una via d'uscita" per i migranti: 8 maggio Rai3

"Nuova puntata di Report, in onda domenica 8 maggio alle 21.45 su Rai3. I l primo servizio dal titolo 'Una via d'uscita', di Claudia Di Pasquale, Giuliano Marrucci, Giulio Valesini, è dedicato all'ondata migratoria e alle possibili soluzioni", segnala in una nota la tv di Stato.

"Nuova puntata di Report, in onda domenica 8 maggio alle 21.45 su Rai3. - si riporta in una nota dalla tv di Stato - Il primo servizio dal titolo 'Una via d'uscita', di Claudia Di Pasquale, Giuliano Marrucci, Giulio Valesini, è dedicato all'ondata migratoria e alle possibili soluzioni."
"Siamo di fronte alla più grave crisi migratoria dal secondo dopoguerra a oggi. La risposta dell'Europa è stata la firma di un accordo con la Turchia che di fatto chiude la rotta balcanica e impedisce ai profughi di arrivare nei paesi del Nord Europa. Il trattato di Schengen traballa - precisa inoltre la Rai -, molti stati europei alzano barricate, fili spinati, o introducono i controlli ai confini. Il risultato è che oggi l'unica rotta aperta è quella mediterranea dalla Libia all'Italia. Noi non possiamo chiudere il Mediterraneo con il filo spinato, e di fatto stiamo diventando, insieme alla Grecia, l'unico luogo di approdo. Per evitare l'instabilità del paese, bisognerà affrontare l'ondata migratoria cambiando radicalmente l'impostazione dell'accoglienza. Report ha provato a costruire un progetto pragmatico (completamente a gestione pubblica con supervisione europea ), dove il dramma si trasforma in opportunità. Sono anche stati calcolati i costi e i benefici che ne deriverebbero. Il progetto, sottoposto al commissario europeo e ai delegati degli stati membri del Nord Europa, ha trovato apertura e disponibilità, sia ad accogliere le quote di richiedenti asilo, sia a intervenire sostenendo i costi. L'inchiesta di Report si propone come un contributo di idee al governo."
"Nel secondo dal titolo 'La Coop sei tu', di Luca Chianca, un'inchiesta sul sistema degli approvvigionamenti. Alla fine di dicembre scorso la Coop è stata condannata al pagamento di cinquantamila euro per aver imposto sconti e condizioni gravose ad un fornitore di pere romagnolo. Era accaduto che nel giro di pochi anni la Coop avesse chiesto sconti per circa seicentomila euro a Fortunato Peron - viene reso noto quindi -, proprietario della Celox, costringendolo così, dopo quindici anni di collaborazione a chiudere l'azienda e mandare a casa gli operai."
Si prosegue: "Eppure la Coop affonda le proprie radici nella nascita delle prime cooperative di consumo: oggi, però, ha cambiato il suo vestito: il giro d'affari rappresentato dalle vendite del supermercato è stato superato di gran lunga dall'ammontare della raccolta del risparmio dei suoi soci, finendo sempre di più con il farla assomigliare ad una banca di medie proporzioni con 11,3 miliardi di euro di prestito sociale."
"Ma chi la controlla? E quali sono i rischi? In Friuli Venezia Giulia, tremila soci prestatori hanno perso circa 27 milioni di euro." si segnala in conclusione.

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