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Schifani: non staremo in Afghanistan a vita. Lui non di certo

Renato Schifani si è recato in Afghanistan per portare gli auguri di Natale del governo al contingente italiano stanziato ad Herat. "Non staremo in Afghanistan a vita" rassicura e qualcuno potrebbe aver anche pensato amaramente "lui non di certo!".

Il presidente del Senato Renato Schifani si è recato in Afghanistan per portare gli auguri di Natale del governo al contingente italiano stanziato ad Herat.
"Non staremo in Afghanistan a vita" rassicura Schifani e qualcuno potrebbe aver anche pensato amaramente "lui non di certo!". Al contingente italiano Renato Schifani spiega che "l'obiettivo di questa missione è quello di rendere l'Afghanistan autonomo, indipendente e democratico" sottolineando che per fare questo sono state portate "infrastrutture, know how, formazione" (tutto quello che sembra invece mancare all'Italia).
Schifani spiega di essere "estremamente soddisfatto, ottimista e orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto qui" (continuando ad usare il plurale maiestatis) concludendo che pur avendo "pagato un prezzo alto" (cioè vite umane) l'obiettivo sta per essere raggiunto. Il presidente del Senato promette quindi un ritiro delle truppe, perché se non "lo facessimo sarebbe il fallimento della missione" spiega.
Schifani naturalmente si è recato nella base di Camp Arena a Herat anche per esprimere "l'orgoglio, l'affetto e la vicinanza del Paese per dire grazie e buon Natale a voi che il Natale lo passate lontano dai vostri cari che, sono sicuro, sono con voi e di voi fieri come l'intero Paese".

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