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Rai, Brunetta: grave Anzaldi, su Verdini ammette voto scambio

"Per portare a compimento l'occupazione renziana, ogni strumento è lecito, anche accettare il soccorso - come spudoratamente confessa Anzaldi - in termini di voti, di Denis Verdini e compagni: 'e adesso tocca pure pagarlo e ringraziarlo', ha dichiarato riferendosi all'ex Forza Italia. Siamo al voto di scambio in piena regola", denuncia in una nota il deputato di Forza Italia Renato Brunetta.

"Le dichiarazioni del renziano Michele Anzaldi affidate oggi a due interviste sul 'Fatto Quotidiano' e su 'Repubblica', se possibile, sono ancora piu' gravi e inaccettabili del diktat, per nulla velato, lanciato ieri dalle pagine del 'Corriere della Sera': nella sostanza, usando le colonne del quotidiano di Via Solferino, Anzaldi, diceva che dalle parti di Rai3 hanno il grande problema di non aver ancora capito chi ha vinto, nel partito che comanda" sottolinea in una nota Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia.
"Quando si dice l'arroganza al potere. - evidenzia Brunetta - Oggi si segnala una nuova e piu' forte ingerenza secondo la quale RaiTre concederebbe troppo spazio alla minoranza PD, a discapito delle vere opposizioni. Minacce e avvertimenti a tutto spiano che sanno di prova generale per il regime renziano in Rai e che arrivano proprio dai seguaci del rottamatore del 'fuori i partiti dalla Rai' ".
Il deputato forzista prosegue: "Adesso e' ufficiale, l'avanzata renziana nella tv pubblica e' appena partita e Anzaldi si augura gia' che gli ex amici, Bianca Berlinguer alla guida del Tg3 e il direttore della terza rete Andrea Vianello, partano al piu' presto per nuovi lidi. - precisando - Secondo le sue gravissime affermazioni, per portare a compimento l'occupazione renziana, ogni strumento e' lecito, anche accettare il soccorso - come spudoratamente confessa Anzaldi - in termini di voti, di Denis Verdini e compagni: 'e adesso tocca pure pagarlo e ringraziarlo', ha dichiarato riferendosi all'ex Forza Italia. Siamo al voto di scambio in piena regola. Parole gravissime che necessitano di un approfondimento adeguato nelle opportune sedi e che arrivano da un esponente molto vicino al premier, un renziano della primissima ora che pur riconoscendo una colpa non ha trovato alternativa rispetto al mercanteggiare dei voti in Senato."

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