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Brunetta: per 2015 e 2016 saltati i conti, da Renzi e Padoan strategia del cherry picking

"Due giorni fa, tutti i giornali riportavano le previsioni negative sull'economia mondiale, europea ed italiana per il 2016. Sfruttando la pubblicazione annuale dell'Istat dei principali dati di finanza pubblica, Renzi ha scatenato una controffensiva sui magri risultati del 2015. Non solo per il 2016, ma anche nel 2015, quindi, sono saltati i conti", da Forza Italia la posizione di Renato Brunetta.

"Due giorni fa, tutti i giornali riportavano le previsioni negative sull'economia mondiale, europea ed italiana per il 2016. In particolare, i dati più impressionanti sul nostro Paese hanno riguardato il crollo dei prezzi, la deflazione: il dato acquisito ad oggi per il 2016 è -0,6%. Se a questo si aggiunge la revisione al ribasso delle stime di crescita del PIL dell'Ocse, viene fuori il dato spaventoso della crescita nominale, che nel 2016 sarà meno della metà, se non un quarto, di quella prevista dal governo nei documenti di finanza pubblica. E questo significa che saltano tutti i conti, il nostro paese non rispetta il Patto di Stabilità, il debito non cala e non diminuisce il deficit" sottolinea in una nota Renato Brunetta.
"Di fronte a questo quadro a tinte fosche dell'economia nel 2016, cosa ha fatto Renzi ieri? - osserva il deputato di Forza Italia - Sfruttando la pubblicazione annuale dell'Istat dei principali dati di finanza pubblica, ha scatenato una controffensiva sui magri risultati del 2015. Anch'essi negativi rispetto alle aspettative del governo, ma letti dal Presidente del Consiglio in chiave positiva con la sua solita strategia del 'cherry picking', la scelta delle sole ciliegie buone rispetto a quelle cattive, vale a dire citando solo i numeri che fanno comodo, tralasciando gli altri".
"Per quanto riguarda la crescita del PIL, infatti, non solo lo 0,8% è meno dello 0,9% contenuto nella Nota di aggiornamento al Def di settembre, ma se si aggiunge l'inflazione -0,1% invece del +0,3% previsto dal governo) per ottenere il dato della crescita nominale, il numero definitivo diventa +0,7%, contro il +1,2% su cui Renzi e Padoan hanno basato i documenti di finanza pubblica: uno scarto pari a mezzo punto di PIL. - precisa l'esponente azzurro - Non solo per il 2016, ma anche nel 2015, quindi, sono saltati i conti. Ma per giornali e telegiornali va tutto bene, alla grande. Renzi intossica e condiziona l'informazione. Noi non ci stiamo! E non per fare i gufi, ma per rappresentare correttamente la realtà".

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