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Brunetta: legge stabilità 2016 è tutta deficit, Renzi e Padoan mettono polvere sotto tappeto

"Tutta la manovra di Matteo Renzi, da 27 miliardi (modello 'base') o 30 miliardi ('accessoriata'), è in deficit: tanto nella parte in cui introduce nuove misure (trasferimenti e incentivi, tutti da discutere), quanto nella parte in cui cancella le clausole di salvaguardia (16,8 miliardi nel 2016), quanto, infine, nel sedicente taglio delle tasse (Imu, Tasi, Ires)", da Forza Italia un comunicato di Renato Brunetta.

"Tutta la manovra di Matteo Renzi, da 27 miliardi (modello 'base') o 30 miliardi ('accessoriata'), è in deficit: tanto nella parte in cui introduce nuove misure (trasferimenti e incentivi, tutti da discutere), quanto nella parte in cui cancella le clausole di salvaguardia (16,8 miliardi nel 2016), quanto, infine, nel sedicente taglio delle tasse (IMU, Tasi, Ires)" denuncia in una nota Renato Brunetta.
"Nella legge di stabilità non c'è traccia di vera spending review, e quella (finta) che c'è (5,8 miliardi) è risibile e ridicola, quindi ininfluente rispetto al totale della manovra. - prosegue il deputato di Forza Italia - Allo stesso modo manca del tutto una strategia di attacco al debito di tipo strutturale, tanto sul lato della revisione della spesa corrente, quanto sul fronte della vendita degli asset improduttivi dello Stato per ridurre lo stock del debito pubblico"
L'esponente forzista spiega infatti: "Le riduzioni fiscali previste da Renzi, dunque, non sono finanziate da tagli alla spesa pubblica improduttiva, come annunciato più volte dal presidente del Consiglio, bensì saranno realizzate tutte in deficit. - osservando - Con la legge di stabilità approvata in Cdm lo scorso giovedì, ma di cui ancora non è stato trasmesso un testo al Parlamento, Renzi e Padoan sostengono di rispettare le regole europee. Ma il presidente del Consiglio e il suo ministro mentono sapendo di mentire".
Brunetta sottolinea: "Aumentando il deficit pubblico, infatti, non solo il governo contravviene a quanto previsto dal Fiscal Compact e dal Six Pack, nonché dall'articolo 81 della Costituzione, ma soprattutto mette la polvere sotto tappeto, rinviando agli anni venturi il risanamento dei conti pubblici italiani", e conclude: "Il tutto in una fase particolarmente delicata della congiuntura internazionale, con la crescita mondiale che rallenta, con gli scandali che hanno minato alla radice la solidità dell'industria tedesca, con il rischio di rialzo dei tassi di interesse nel 2016 e in un momento in cui l'Europa deve cominciare a trattare con il Regno Unito per la sua permanenza nell'UE."

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