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Brunetta: Senato ha peggiorato ddl su voto di scambio, ok rinvio Camera

Mentre Matteo Renzi da Scalea afferma che "bisogna fare in modo che una legge sul voto di scambio politico mafioso sia al più presto possibile approvata", la Camera rinvia alla prossima settimana il ddl che andrà a modificare l'articolo 416-ter del codice penale. Renato Brunetta spiega che il ddl sul voto di scambio è stato peggiorato in Senato, chiedendo "il rinvio in Commissione per apportare le necessarie revisioni".

"Bisogna fare in modo che una legge" sul voto di scambio politico mafioso sia "al più presto possibile approvata, con attenzione a che la norma sia efficace" afferma Matteo Renzi nel corso del suo comizio settimanale presso le scuole, questa volta di fronte agli studenti di un istituto di Scalea, in Calabria. "Il Parlamento sta lavorando per trovare una formula migliore. Garantisco che l'impegno della maggioranza è che sarà approvata una legge il più velocemente possibile" assicura quindi Matteo Renzi. Intanto alla Camera oggi viene respinta la questione pregiudiziale di costituzionalità presentata da Renato Brunetta (Forza Italia) in merito alla proposta di legge recante modifica dell'articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso (approvata, in un testo unificato, dalla Camera e modificata dal Senato). La Camera, quindi, ha approvato la proposta di rinviare alla prossima settimana il seguito dell'esame del ddl sul voto di scambio.

Per Brunetta, "la decisione della Camera dei deputati che ha votato, su proposta del PD, il rinvio alla prossima settimana dell'esame sulla proposta di legge sul voto di scambio rappresenta una prima significativa vittoria per Forza Italia". Il deputato forzista spiega: "Noi, da sempre in prima linea con determinazione nella lotta alla mafia, ci siamo detti sin dal primo momento contrari ad una norma che il Senato ha grossolanamente peggiorato, chiedendo il rinvio in Commissione per apportare le necessarie revisioni, e annunciando per questo battaglia parlamentare, fino all'ostruzionismo". Renato Brunetta in una nota infatti chiarisce: "Il testo che era stato approvato lo scorso 16 luglio alla Camera costituiva un buon punto di equilibrio tra la necessità di punire lo scambio elettorale politico-mafioso e quello di garantire i principi costituzionali della tassatività, offensività e proporzionalità della legge penale. Il testo dell'articolo 416-ter approvato dal Senato amplia invece inammissibilmente, l'elenco delle condotte che determinano lo scambio illecito e innalza la pena nel minimo e nel massimo, parificandola a quella prevista per l'associazione mafiosa".

Il capogruppo alla Camera di Forza Italia prosegue: "Le modifiche apportate rendono ancora più incerta l'individuazione della fattispecie criminosa. La norma così formulata qualifica la condotta illecita mediante l'accettazione della 'promessa' di procurare voti, anticipando la soglia di punibilità che viene legata ad una condotta che precede l'azione. Scompare, inoltre, dal testo lo specifico riferimento alla 'consapevolezza' dell'accettazione e della qualità mafiosa dell'interlocutore, ritenuta erroneamente superflua. I dubbi sul mancato rispetto del principio di offensività sono accresciuti dalla modifica riguardante 'il corrispettivo' della promessa del procacciamento di voti che si estende a 'qualunque altra utilità' ovvero alla 'disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione', espressione vaga che non può trovare accoglimento in un sistema, come il nostro, fondato sul sano principio di legalità. In questo modo, il testo licenziato dal Senato introduce un vero e proprio arbitrio da parte delle Procure e dà un potere micidiale alle cosche che potrebbero tranquillamente mettere in difficoltà politici non graditi". Renato Brunetta quindi conclude: "Anche dal dibattito di oggi a Montecitorio è ormai chiaro come sia indispensabile un'ulteriore approfondimento ed una accurata riflessione su un tema tanto spinoso quanto delicato, nei confronti del quale abbiamo la certezza di poter dialogare in modo proficuo e produttivo con tante altre forze politiche presenti in Parlamento".

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