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Polverini: microspia nell'ufficio della Regione. Chi voleva spiarla?

Renata Poverini sarebbe stata spiata, attraverso una microspia piazzata nella presa della corrente dietro il televisore situato nel suo ufficio della Regione Lazio, per chissà quanto tempo.

Renata Poverini sarebbe stata spiata, attraverso una microspia piazzata nella presa della corrente dietro il televisore situato nel suo ufficio della Regione Lazio, per chissà quanto tempo. Stando a quanto riporta La Repubblica, le apparecchiature erano ancora attive, e oltre che nella stanza della Polverini sono stati trovati impianti di intercettazione e una micro telecamera anche in altri uffici della Regione.
"Non so chi possa avere interesse a spiarmi: se la malavita, i servizi deviati o aziende che, direttamente o indirettamente, stiamo penalizzando con la nostra azione riformatrice" spiega saputa la notizia Renata Polverini, aggiungendo che chi "in questo Paese si pone con capacità in un'azione di governo volta al cambiamento viene sempre preso di punta da chiunque".
La governatrice del Lazio rivela che quando si è insediata non ha fatto fare alcuna bonifica degli ambienti, nonostante lo scandalo che ha portato alle dimissioni di Piero Marrazzo, suo predecessore, ma il fatto che le microspie non fossero disattivate farebbe supporre che, anche se già presenti prima dell'arrivo della Polverini, comunque siano state utilizzate per ascoltare quanto avveniva in Regione.
La Polverini spiega inoltre che in seguito ad un "andirivieni di persone anche di notte nella Regione" sono stati "scoperti 600 badge anonimi e 1.200 password non autorizzate per l'accesso intranet al sistema". La Presidente della Regione Lazio collega poi alcuni avvenimenti passati, come per esempio il fatto che spesso alcune decisioni erano "conosciute" anche prima delle presentazioni ufficiali, rimandendo col dubbio che anche i due passati tentativi di furto nella sua abitazione potessero essere invece qualcosa di diverso.

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