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Erdogan: Italia si occupi di mafia non di mio figlio. Indagine mette in crisi relazione con Turchia

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita l'Italia ad "occuparsi di mafia" e non del figlio Bilal, indagato per riciclaggio dai pm emiliani dopo l'esposto presentato da Murat Hakan Huzan, imprenditore e oppositore politico di Erdogan, rifugiato in Francia. Erdogan avverte che così le relazioni tra Italia e Turchia possono entrare in crisi.

I rapporti tra Turchia e Italia potrebbero entrare in crisi. A dirlo è lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una intervista a RaiNews24, prendendo le difese del figlio 35enne Bilal indagato per riciclaggio dai pm emiliani, a seguito dell'esposto presentato da Murat Hakan Huzan, imprenditore e oppositore politico di Erdogan, rifugiato in Francia. Bilal Erdogan si era trasferito a Bologna nell'autunno 2015 per un dottorato in Studi europei alla Johns Hopkins University ma a marzo, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati, ha deciso di tornare ad Istanbul insieme alla moglie e ai figli.

"Se tornasse in Italia potrebbe essere arrestato, perché c'è un'inchiesta aperta nei suoi confronti. - spiega il presidente turco - Perché? Non c'è una risposta. E quando tu chiedi perché non ti rispondono."
"Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. - precisa quindi Erdogan - Ma in quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk. Perché non intervengono? È questo lo Stato di diritto?". Il leader turco quindi avverte: "La sua vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l'Italia. Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro. - e aggiunge - Che si occupino di mafia in Italia e non di mio figlio".

© riproduzione riservata | online: | update: 02/08/2016

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