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Un convento di borgata delle Figlie della Chiesa: Giubileo. L'altro sguardo, 7 agosto Rai5

Un convento di borgata, fondato cinquanta anni fa dalle Figlie della Chiesa alle porte di Roma.

"Un convento di borgata, una ricerca spirituale e il coraggio di una scelta controcorrente. - viene segnalato in un comunicato dalla tv di Stato - Sono al centro della storia raccontata da 'Il segreto del silenzio' per il ciclo 'Giubileo. L'altro sguardo', il programma di Caterina Doglio con la regia di Daniele Biggiero, proposto da Rai Cultura domenica 7 agosto alle 23.00 su Rai5."
"Il convento è stato fondato cinquanta anni fa dalle Figlie della Chiesa alle porte di Roma, appena fuori dal raccordo anulare, dove la periferia incontra quel che resta della campagna romana. Le suore mostrano con fierezza il risultato del loro lavoro da pioniere, compresi gli alberi, ormai alti, piantati uno a uno, che hanno trasformato una zona di deserto materiale e non solo in un'oasi di verde e in un centro di spiritualità" prosegue la Rai.

Si osserva dunque: "Ricordano l'aiuto concreto di un amico, il cardinale e sociologo Pietro Pavan che scelse di vivere su questa collina. Un luogo dove veniva a passare la Pasqua un'altra figura importante, il cardinale Joseph Ratzinger, che ne apprezzava la semplicità e la pace. Le religiose parlano dell'apertura verso l'esterno, dei legami di amicizia con gli abitanti della zona. Raccontano anche le loro giornate scandite dal lavoro, dalla preghiera, dalla meditazione, dal silenzio. Rispondono senza reticenze alle domande sul senso di una scelta che a molti può sembrare fuori dal tempo e dal mondo."

"Se nei secoli scorsi si finiva in convento perché così era stato deciso dalle famiglie e solo alcune, femministe 'ante litteram', sceglievano la vita monastica per dedicarsi ad attività intellettuali e per sottrarsi a un duro destino di mogli e madri, oggi invece sono proprio le famiglie a contrastare questa scelta" si continua.
Si puntualizza infine: "Prima che il fenomeno hippy rendesse eccentricamente attraenti la vita in comunità e il rapporto con la natura, erano stati proprio i monaci a scegliere uno stile di vita controcorrente che a molti sembra un destino di sacrificio, una sorta di amputazione. Incomprese e assediate dall'avanzata della cementificazione e da un mondo sempre più materialista - come gli indiani delle riserve - le suore continuano a custodire la tradizione, la loro collina e il loro stile di vita senza paura del futuro."

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