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Ricerca scientifica, accesso aperto sì o no? A Lo stato dell'arte, 27 aprile Rai5

"I sostenitori dell'accesso aperto intendono promuovere la circolazione libera e gratuita dei prodotti della ricerca scientifica, a cominciare dagli articoli attraverso cui i ricercatori comunicano tradizionalmente i risultati del loro lavoro. Chi si oppone a questo movimento, invece, ritiene che i meccanismi tradizionali di pubblicazione sulle riviste scientifiche costituiscano una garanzia di qualità. Chi ha ragione? A 'Lo stato dell'arte'", fa sapere in una nota la Rai.

"Che cos'è esattamente l'accesso aperto - illustrano in un comunicato dalla Rai -, e perché il dibattito intorno a questo tema è tanto vivace? I sostenitori dell'accesso aperto intendono promuovere la circolazione libera e gratuita dei prodotti della ricerca scientifica, a cominciare dagli articoli attraverso cui i ricercatori comunicano tradizionalmente i risultati del loro lavoro. Chi si oppone a questo movimento, invece, ritiene che i meccanismi tradizionali di pubblicazione sulle riviste scientifiche costituiscano una garanzia di qualità: certo, le riviste costano, ma in cambio garantiscono un'attenta revisione a monte della qualità degli articoli."
"Chi ha ragione? A 'Lo stato dell'arte' - specifica dunque la tv pubblica di Stato -, il programma di Rai Cultura, in onda mercoledì 27 aprile alle 23.15 su Rai5, Maurizio Ferraris ne parla con Roberto Caso, professore associato di Diritto Privato Comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento, e Leopoldo Lombardi, avvocato cassazionista e membro della Siae."
"Secondo Roberto Caso, l'accesso aperto valorizza le potenzialità di Internet come strumento di condivisione e dialogo. Accesso aperto significa 'uso pubblico della ragione' secondo il significato kantiano, e corrisponde a una visione democratica, trasparente, sostenibile, efficace, interdisciplinare, inclusiva, partecipativa ed equa della scienza. Non va confuso con l'editoria pirata, con i social network scientifici che operano per profitto o con la violazione del copyright" si prosegue.
"Per Leopoldo Lombardi - si diffonde in conclusione -, invece, il pericolo dell'accesso aperto è che, mirando a rendere accessibile la scienza a tutti, spezzi la filiera economica, che se da un lato premia a volte esageratamente gli editori accademici e scientifici, dall'altro dà anche lavoro a tanti, e in parte incrementa la ricerca. Il problema è che spesso l'accesso aperto non è aperto, ma 'autopay', nel senso che il ricercatore che vuole pubblicare deve pagare. Inoltre l'assenza di controllo di qualità da parte degli editori diminuisce la qualità delle pubblicazioni."

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