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Natura e libero arbitrio: a Lo Stato dell'Arte, 30 giugno

"In uno scenario deterministico, in cui nulla in natura avviene per caso, ma sempre secondo ragione e necessità, che ne è del libero arbitrio? Lo spiega Maurizio Ferraris a 'Lo Stato dell'Arte', il programma di Rai Cultura in onda giovedì 30 giugno alle 24.15 su Rai5", fa sapere in una nota la tv di Stato.

"In uno scenario deterministico, in cui nulla in natura avviene per caso, ma sempre secondo ragione e necessità, che ne è del libero arbitrio? Le nuove scoperte nel campo delle neuroscienze confermano o mettono in discussione il dominio della necessità causale? Lo spiega Maurizio Ferraris a 'Lo Stato dell'Arte', il programma di Rai Cultura in onda giovedì 30 giugno alle 24.15 su Rai5" si espone in un comunicato dalla tv di Stato.
Dalla Rai riferiscono in conclusione: "Ospiti, Andrea Lavazza, studioso di scienze cognitive, filosofia della mente e di neuroetica e docente al master di Psicopatologia e Neuropsicologia forense presso la facoltà di Psicologia dell'Università di Padova; e Mauro Dorato, ordinario di Filosofia della Scienza presso l'Università degli Studi Roma Tre. Per Andrea Lavazza, le scienze della natura, intese come lo studio empirico del mondo e dell'essere umano, ci possono dire molto su come funzionano il mondo e l'essere umano, ma non ci dicono anche come dovrebbero funzionare. A suo avviso, gli scopi, i valori, i giudizi morali ed estetici sono il frutto non solo delle nostre basi biologiche, ma anche della riflessione razionale che si alimenta di cultura, ovvero di sapere sedimentato, e che crea nuova cultura. Rispetto al problema della libertà, Mauro Dorato difende una posizione 'compatibilista', ossia una posizione che insiste sulla coesistenza di libertà e determinismo. Rispetto al comportamento umano e al tema della responsabilità, questo significa, per esempio, che bisogna tenere presente l'impulsività delle persone e la loro incapacità di controllare le reazioni determinate dal cervello. Non tutti sono in grado di analizzare i propri impulsi e di comprendere a quali sia giusto dare ascolto, di riconoscere se siano o meno fondati su un'idea di razionalità umana condivisa. E spesso non sono in grado di farlo non solo per ragioni culturali, ma anche perché nel loro cervello, ad esempio nella loro amigdala, accade qualcosa che li trascende."

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