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La teoria del complotto dai Protocolli dei Savi di Sion: a Lo stato dell'arte, 28 gennaio Rai5

"I protocolli dei savi anziani di Sion sono autentici? Esiste una cospirazione del Capitale Mondiale? Questi e altri interrogativi - fondati spesso su veri e propri falsi - 'abitano' la storia. A 'Lo stato dell'arte' in onda giovedì 28 gennaio alle 23.15 su Rai5", viene riferito con una nota dalla Rai.

"I protocolli dei savi anziani di Sion sono autentici? Esiste una cospirazione del Capitale Mondiale? Questi e altri interrogativi - fondati spesso su veri e propri falsi - 'abitano' la storia, animati da un intento di razionalizzazione: attribuire il male e il fallimento all'azione di un complotto, erede del Demiurgo cattivo dei manichei. A 'Lo stato dell'arte', il programma di Rai Cultura in onda giovedì 28 gennaio alle 23.15 su Rai5, Maurizio Ferraris ne parla Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP e Andrea Grignolio, docente di Storia della medicina all'Università di Roma La Sapienza" informa in un comunicato la tv pubblica di Stato.
Viene esposto: "Per Massimo Polidoro, le teorie del complotto nascono dal fatto che le spiegazioni più evidenti di molti fatti preoccupanti non ci soddisfano, e spesso non ci soddisfano perché ci fa male accettarle. Chi crede ai complotti immagina che si possa programmare tutto in maniera perfetta, ma una delle caratteristiche della vita sociale è che nessuna azione ha mai esattamente il risultato previsto. D'altro lato, credere ai complotti ha un costo: induce un senso di impotenza politica, devia l'attenzione verso pericoli immaginari distogliendola da problemi e minacce vere e crea preoccupazioni per qualcosa che non costituisce un pericolo reale."
"Secondo Andrea Grignolio, invece, le teorie del complotto hanno più successo delle spiegazioni scientifiche, generalmente complesse e contro intuitive, sia perché sono più comprensibili - nel senso che riducono lo stress e la complessità immaginando un disegno coerente - sia perché si accordano con un'attitudine cognitiva che tende a creare connessioni tra dati casuali o privi di senso" si spiega in conclusione nella nota.

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