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L'importanza del Mediterraneo per la biodiversità: nella terza serie di Wild Italy

La trza stagione della serie 'Wild Italy' si concentra sul Mar Mediterraneo, da giovedì 5 gennaio su Rai5.

"Il Mar Mediterraneo impiega circa 70 anni per un rinnovo completo delle sue acque, sopporta il 20 per cento del traffico petrolifero mondiale, sulle sue sponde vivono 500 milioni di esseri umani. Qui sono nate alcune fra le più importanti civiltà del Mondo Antico" spiega in un comunicato la Rai.

"La sua temperatura è in continua crescita e i suoi equilibri sono in rapida e radicale trasformazione, eppure, ancora oggi il mar Mediterraneo è una delle ecoregioni più importanti del Mondo per la conservazione della biodiversità. A raccontare gli ambienti naturali, la fauna e la flora dei circa 8000 chilometri di coste italiane in questo mare è la terza stagione della serie 'Wild Italy', ciclo di sei documentari in onda da giovedì 5 gennaio alle 14.00 su Rai5" prosegue la tv di Stato.

Si evidenzia: "Questa volta il tema è rappresentato dal mare e dalle coste italiane con le loro decine di isole, che costituiscono un ricco archivio di bellezze naturali, di fatti insoliti e curiosi, di fenomeni impressionanti che comprendono i più attivi vulcani del Mediterraneo e i più grandi animali mai vissuti sulla Terra."

Viene illustrato inoltre: "Protagonista del primo episodio è il capodoglio, il più grande predatore del Pianeta. Si incrocia nelle acque al largo della Liguria e per procurarsi il cibo si immerge fino a duemila metri di profondità. Nel cosiddetto Santuario Marino del Tirreno settentrionale, i moderni 'cacciatori di balene' ne registrano i segnali e annotano la presenza di un incredibile numero di grandi mammiferi marini. Fra questi il secondo animale più grande del Mondo, la balenottera, venti metri di lunghezza e cento tonnellate di peso, e poi giocose stenelle e misteriosi grampi."

Viene riferito quindi: "Ma anche in questo mare limpido e profondo qualcosa sta cambiando: banchi di meduse proliferano in acqua sempre più calde che gli uomini continuano a solcare con colossali petroliere e a sfruttare in modo selvaggio, sempre più spesso consapevoli, dei rischi di un disastro ambientale."

"Le riprese, condotte con l'impiego di operatori subacquei, di immagini aeree e perfino di robot sottomarini in grado di filmare fino a 500 metri di profondità, sono state effettuate con la consulenza scientifica dei maggiori esperti italiani di biologia. Il racconto che ne scaturisce è un quadro aggiornato della situazione dei mari italiani, della loro ricchezza biologica, delle problematiche di conservazione, dell'effetto dei cambiamenti climatici, della pesca e dell'inquinamento su organismi rari e preziosi" si illustra infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 04/01/2017

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