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John Searle parla del realismo a Lo stato dell'arte: 7 giugno seconda serata Rai5

"John Searle è uno dei maggiori filosofi americani contemporanei. A 'Lo stato dell'arte', il programma di Rai Cultura in onda martedì 7 giugno alle 23.10 su Rai5, Searle si confronta con Maurizio Ferraris sul tema del realismo", fa sapere in una nota la tv pubblica di Stato.

"John Searle è uno dei maggiori filosofi americani contemporanei. Professore di filosofia del linguaggio e di filosofia della mente all'Università di Berkeley in California - viene illustrato in una nota della tv di Stato -, le sue indagini spaziano dall'intelligenza artificiale alla realtà sociale. A 'Lo stato dell'arte', il programma di Rai Cultura in onda martedì 7 giugno alle 23.10 su Rai5, Searle si confronta con Maurizio Ferraris sul tema del realismo."
"Con lui anche Julian Nida-Rúmelin - rivela la Rai -, docente di filosofia e teoria politica alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera. Che cos'è il realismo? E perché la realtà è così importante per la filosofia? Per Searle parlare di realismo significa accettare che esista una realtà del tutto indipendente dalle rappresentazioni umane, e che costituisca il presupposto della nostra razionalità. Insieme ad Angela Condello, dottore di ricerca in Filosofia del diritto, si parla, ivece, di ontologia sociale, ovvero dell'essenza degli oggetti sociali, come quali il denaro, le promesse, i documenti. Searle sottolinea l'importanza del linguaggio nella realtà sociale."
Si evidenzia inoltre: "Ma questo linguaggio avrebbe effetto senza memoria, scrittura, documenti? E l'ontologia intenzionale è sufficiente a spiegare il diritto? Con Paolo Legrenzi, psicologo e accademico noto a livello internazionale nel campo della psicologia cognitiva, infine, si approfondisce la filosofia della mente e il confronto si sposta sul tema del pensiero."
"Insieme a Searle si riflette sul fatto che il 'non pensare' possa o meno coincidere con l'agire e si parte dal noto esperimento mentale della 'stanza cinese' - si osserva infine -, all'esito del quale - secondo il filosofo americano - un computer non potrà mai avere la capacità di 'comprendere' di una mente."

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