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Giustizia: fatti o interpretazioni? A Lo Stato dell'Arte, 26 luglio Rai5

"LFare giustizia significa indubbiamente confrontarsi con i fatti ma, al tempo stesso, richiede delle interpretazioni, sia dei fatti sia delle leggi che regolano e giudicano quei fatti. A 'Lo Stato dell'Arte', il programma di Rai Cultura in onda martedì 26 luglio su Rai5", espone in una nota la Rai.

"La questione del diritto, e della giustizia, permette di affrontare il tema filosofico dell'alternativa o complementarità tra fatti e interpretazioni attraverso una prospettiva non puramente astratta, ma anzi riferita a 'questioni mortali' - per riprendere il titolo del libro di Thomas Nagel. Fare giustizia significa indubbiamente confrontarsi con i fatti ma, al tempo stesso, richiede delle interpretazioni, sia dei fatti sia delle leggi che regolano e giudicano quei fatti" rivelano in una nota dalla Rai.
La tv pubblica di Stato continua quindi: "C'è un'istanza ultima? E qual è? A 'Lo Stato dell'Arte', il programma di Rai Cultura in onda martedì 26 luglio alle 23.30 su Rai5, Maurizio Ferraris ne parla con Irene Stolzi, Professore associato e docente di Storia del Diritto presso l'Università di Firenze, e il notaio Massimo Palazzo."
"Per Irene Stolzi - viene segnalato in ultimo -, negli ordinamenti odierni il diritto è diventato una realtà estremamente complessa nella quale alcune distinzioni (prima tra tutte quella tra ius e factum) hanno acquistato contorni estremamente sfumati. Se oggi non è più possibile ritenere che il diritto possa essere integralmente contenuto nella legge, è tuttavia necessario che si immaginino nuove modalità di relazione tra i suoi diversi canali di espressione. In questo senso, è indispensabile immaginare una cornice regolativa che non diffidi dell'interprete, ma ne indirizzi e tuteli il ruolo, in modo che il valore della certezza del diritto non risulti tradito. Anche secondo Massimo Palazzo la distinzione tra fatti e diritto, un tempo netta, oggi si trasforma in 'fattualità del diritto', e il diritto non può essere riconducibile unicamente alla legge. Questo segna il rinascimento dei giuristi, il cui ruolo sarà sempre più ampio con l'aumentare della complessità sociale, dato che l'interpretazione non è un calcolo preciso con risultati certi. In questo quadro, anche la figura del notaio è sempre più importante: garantisce la possibilità di composizione dei conflitti di fronte a un soggetto terzo, prevenendo il contenzioso."

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