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Che fine farà la poesia? A Lo stato dell'arte, 12 aprile Rai5

"Ci sono certamente più poeti che lettori di poesie e in un mondo dominato dall'utile, la poesia è l'inutile per eccellenza. A 'Lo stato dell'arte' in onda martedì 12 aprile alle 23.15 su Rai5", fa sapere in una nota la Rai.

"Ci sono certamente più poeti che lettori di poesie e in un mondo dominato dall'utile - si diffonde in un comunicato dalla Rai -, la poesia è l'inutile per eccellenza. Eppure da quella scena di caccia dipinta sulla parete di una roccia ad oggi, la poesia non ha mai smesso di vivere e non morirà mai."
La tv pubblica sottolinea: "Ma come sta evolvendo? Verso quali nuove forme poetiche ci portano il nostro tempo e il web? A 'Lo stato dell'arte', il programma di Rai Cultura in onda martedì 12 aprile alle 23.15 su Rai5, Maurizio Ferraris, ne parla con Andrea Cortellessa, critico letterario, professore associato all'Università degli Studi Roma Tre presso il Dams e Giulio Ferroni, professore emerito di Letteratura italiana presso l'Università di Roma 'La Sapienza'."
"Secondo Giulio Ferroni - si precisa inoltre -, né la poesia epica né quella lirica, purtroppo, godono della credibilità di un tempo. La poesia non solo è estranea al mercato, ma ha perso anche ogni forma di autentica circolazione pubblica. Vi saranno pure grandi poeti oggigiorno, ma non v'è alcuna eco della loro poesia. A ciò si aggiunge che si sta perdendo anche ogni vero confronto con il nostro passato, con i grandi italiani del Novecento e con la sostanza linguistica dell'italiano. Per Andrea Cortellessa, epica e lirica sono due simboli del poetico. Nel concreto, rappresentano due tradizioni, due genealogie, incarnate da Dante e da Petrarca secondo quanto codificato dalla critica novecentesca e più di recente, da Alfonso Berardinelli. La poesia epica racconta del 'noi', la poesia lirica racconta dell''io'. Oggi i due generi si sono mescolati sino a divenire indistinguibili."
"E' sintomatico che la poesia lirica, almeno da Baudelaire e Rimbaud in poi, abbia usato la prosa come proprio strumento, e che i romanzi epici più forti del nostro '900 siano stati scritti da un poeta, Elio Pagliarani" viene rivelato in ultimo.

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